Due amiche sceme che amavano il mio cazzo

Due amiche inseparabili…

Per Debora e Luana, il tempo trascorso in compagnia, a parlare di un sacco di cose, era davvero fondamentale per sentirsi davvero al centro del mondo, ed assaporare insieme la bellezza della vita, in ogni suo istante, per non dimenticarsi mai di quelle che potevano essere le migliori sparlate di una vita: e così, giorno dopo giorno, queste due amiche del cuore, si ritrovavano sempre a raccontare storie di ogni tipo, indimenticabili, per sentirsi al top e ricaricarsi le batterie e ripartire al meglio.

Le conoscevo bene, insieme con gli altri, perché erano della mia stessa annata: e così, dopo aver fatto l’asilo insieme, e pure le altre scuole, ci siamo ritrovati dopo le superiori, pure a fare l’università insieme, e a raccontarci una marea di cazzate quando, in comitiva, perdevamo un po’ di tempo alla ricerca del relax, perché avevamo proprio bisogno di trovare sempre dei nuovi stimoli per divertirci, senza riuscire a resistere alla tentazione di fare a meno di tanto spasso in compagnia.

Poi, una sera, dopo parecchie birre e salsicce, perché non potevamo fare a meno di condividere delle splendide serate in compagnia con gli altri in giardino, mi trovai a parlare con Debora, che poco tempo prima aveva trombato alla grande con me: e mi disse che le era piaciuto farsi sfondare la figa da dietro, e ne aveva parlato con Luana, che era rimasta impressionata dalla sua descrizione di come l’avevamo fatto e, ora, le aveva confidato che pure lei aveva tanta voglia di farsi trapanare la figa.

Così dopo questo dialogo, Debora mi disse di andare da lei, per vedere se era già abbastanza su di giri, e se veramente quello fosse il suo intento: così ci guardammo, ridendo, e poi le dissi che era un’idea interessante, e alla fine, mi avrebbe anche dato una prova di come questa tipa potesse davvero essere, per sua natura, quando si riportava al sesso, condividendo con il partner le sue voglie, senza farsi troppi problemi e, ancora, magari facendo per davvero la troia con me.

Appassionate allo stesso cazzo!

Quando ci siamo beccati, mentre stavamo prendendo entrambi un arrosticino da accompagnare con un pezzo di piadina, ho visto bene che Luana era già bella piena di alcool, anche se non era ubriaca ma solo brilla, eppure, la vedevo con una faccia abbastanza accondiscendente nei confronti di tutto e di tutti, e così, quando mi sono avvicinato a lei, e ci siamo seduti su una panchina a mangiare e a parlare insieme, mentre Debora ci guardava da lontano, ho capito che era già abbastanza presa.

A un certo punto, mi ha detto chiaramente “peché non mi scopi stasera? Ti sei fatto Debby, e l’hai fatto godere come una troia, adesso fa’ lo stesso con me, dai, non farmi diventare gelosa: voglio anch’io il tuo cazzo, e voglio proprio gustarmelo tutto, prendermelo dentro, e farmi sbattere come una cagna vogliosa” e io, ascoltando queste parole, le dissi “Lu, spero che tu non stia scherzando, perché a vedere le tue tettone, mi sta già esplodendo la zip dei pantaloni, non ce la faccio più.”

Così, Luana chiese alla padrona di casa – un’amica di vecchissima data – se avesse una stanza in cui potessimo appartarci, e farci una bella trombata in completa tranquillità, perché non aveva voglia di improvvisate di scassa coglioni mentre si dedicava al mio cazzo, e che non si sarebbe potuta tirare indietro almeno fino alla sborrata finale, quella che lei voleva bella abbondante, o tra le labbra, o dentro di lei, o sulle tette, ma senza guardoni in mezzo alle palle in ogni caso.

Quindi Luana mi prese per mano, e andammo per la casa di Jessica, mentre la sorella di quest’ultima, incontrandoci, fece un sorrisino e disse “buon divertimento, ragazzi” e quindi, una volta giunti nella stanzetta, Luana richiuse la porta dietro di noi, e poi, mi levò i vestiti di dosso, mentre io, con le mie mani già stavo puntando alle sue tette, e mi divertivo a stringerle, dicendo “mmmm, che belle pere giganti, mmmmmmm, fammele toccare, fammi giocare con queste belle tettone!”

E non si tirò indietro, facendosi spogliare da me, che nel frattempo fremevo per vederla nuda, per vedere come potesse avere la figa questa gnoccona vogliosa, e quando finalmente la ebbi davanti a me, mi eccitai ancor di più: aveva una bella figona non depilata da tanto, con i peli che stavano ricrescendo, ispidi, e quando finalmente ci misi un bel dito dentro, mi accorsi che era già bella bagnata, aveva già voglia la troiona, e così, le diedi una bella leccata e la masturbai subito.

Poi, mentre mi davo da fare con la sua figa, quella troiona di Luana mi prese il cazzo, e se lo portò alla bocca, salivandoci sopra abbondantemente, perché probabilmente non poteva fare a meno di assaporarlo, e poi, perché lo voleva bello bagnato, mentre si preparava ad essere trombata a dovere, nella stanza della casa di Jessica, che ci sarebbe rimasta in mente a lungo per essere il posto della nostra prima (e forse ultima) trombata insieme, il posto dove trasgredire per bene.

Quando entrambi eravamo abbastanza carichi di voglia di godere, finalmente, ci lasciammo andare, e lei si sistemò a pecorina davanti a me, e mi implorò di sfondarla subito: e io entrai dentro di lei con prepotenza, con voglia di godere, e iniziai a spingere per bene, godendo per come era la sua figa, e poi, sgrillettandola pure, perché mi eccitava vederla da dietro, e volevo che per lei fosse una indimenticabile trombata, che potesse raccontarla per bene con la sua amica inseparabile, Debora.

Poi dopo un po’ che la trombavo, le misi il pollice in culo, e iniziai a farlo girare, perché la preparavo: lei iniziò ad eccitarsi, e quindi, a un certo punto, mi disse di sfondarla pure di dietro, che non aveva alcun tipo di pudore, e voleva sentirlo in culo. Lo tirai fuori, e quindi, lo infilai tutto dentro, stretto e a fatica, godendo come un porco, e continuando a sgrillettarla velocemente, perché volevo che venisse mentre io le sborravo in culo, diventando un momento davvero indimenticabile.

Quindi spinsi ancor di più il cazzo, e sentendola un po’ ululare, gemere, godere ed eccitarsi, la sgrillettai finalmente a due dita e, nel momento esatto in cui partì il mio primo schizzo di sborra, la sentii lasciarsi andare in un ansimare lungo e lento: era venuta nello stesso momento in cui io avevo riempito di sborra il suo culo, e quella scena, mi eccitò a non finire…

La voglia di cazzo di queste donne non poteva che essere immensa: e Alberto sa bene come comportarsi al riguardo, facendole godere per davvero, raccontandoci una storia hard bellissima.

Due amiche sceme che amavano il mio cazzo, di Alberto di Abano Terme

Prima edizione: Giugno 2016, by Atlantia Media.

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Una risposta a Due amiche sceme che amavano il mio cazzo

  1. gregorio dice:

    chi lo vuole un tromba amico mi chiami
    3891241235

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