Dopo tanto nuoto un uccello tutto per lei

Da qualche mese non ci vedevamo più

Quella troia di Eleonora, dopo che ci eravamo lasciati malamente, non l’avevo più vista nemmeno a pagarla oro: si era come eclissata, nonostante abitassimo non tanto distante, salvo condividere un sacco di foto su Facebook con i suoi nuovi amici scemi, quelli che erano sempre pronti a prenderla per il culo, una volta, e che ora invece probabilmente se la passavano l’uno con l’altro, e lei ci stava pure per farsi sfondare per bene il suo davanti e il suo di dietro con le sue troiate insensate.

Non perdeva certo tempo, quando si trattava di andare alla ricerca di qualche stronzo voglioso, quella troietta: quando stava con me, faceva mille storie e tanta morale per ogni cosa, e ora, di colpo dopo essersi liberata di me, era come se fosse rinata, pronta a dare il meglio di sé in ogni istante, con quella sua figa vogliosa di attenzioni, e con quella bocca da puttanella che si truccava per bene, per non far vedere quanti cazzi riusciva a prendersi ogni settimana, rigorosamente diversi.

Un po’ mi bruciava vedere le sue cazzate condivise su Facebook, proprio perché questa stronza mi aveva fatto una testa come una mongolfiera quando si trattava di condividere qualche foto, dicendomi che non era una cosa intelligente da fare, che non bisogna spettacolarizzare per forza ogni istante della nostra vita insieme, e ora, la stronza faceva esattamente tutto il contrario di quello che aveva predicato noiosamente per un sacco di tempo con quella bocca da scema pompinara.

Poi, un pomeriggio, per puro caso ci incontrammo in piscina: fece finta di nulla, nel salutarmi, quasi come se non fosse successo nulla e, anzi, era quasi euforica e allegra nel guardarmi, come se fosse per lei una rivelazione, una nuova occasione per divertirsi alle spalle di tutti, e pure di me, che ero così scemo dal darle pure retta, in quel momento, come se fosse l’unica troia con una figa in mezzo alle gambe da darmi per farmi dimenticare tante stronzate vissute negli ultimi mesi.

È bastato un incontro per riaccendere la scintilla

Lei nuotava con tanta foga, quasi come se si stesse allenando per qualche competizione, e poi, rivolgendo lo sguardo verso di me, mentre stava uscendo dalla piscina, ho visto in lei un sorrisetto da furbetta, quello che, Eleonora, negli ultimi tempi sembrava saper rivolgere sempre nei confronti di tutti gli amichetti che si portava a letto. Dopo averla salutata velocemente, quasi con disinteresse, lei mi ha preso per un braccio e mi ha chiesto di fermarmi un attimo a parlare con lei.

Così, quando le ho spiattellato in faccia tutte quelle cagate che lei, in passato, continuava a non dare tanto peso alle mie affermazioni e, a un certo punto, ha pure cercato di baciarmi, allungando le mani su di me, con una voglia strana di trasgressione: dopo averla guardata in faccia, e averle detto che era semplicemente una troia, e lasciandola lì da sola, lei, mentre mi voltavo per andarmene, mi ha afferrato il braccio di nuovo e mi ha detto “sì, e non sai quanto ho voglia del tuo cazzo!”

Guardandola di nuovo negli occhi, le ho detto che proprio non ci stava con la testa, considerando che mi aveva mandato a cagare solo poco tempo fa, e lei per tutta risposta mi ha detto “e ora ti voglio scopare di nuovo, ho voglia del tuo cazzo, non dirmi di no” al che, a un certo punto, le ho dato uno schiaffo sul culo, dicendole “solo se te lo fai mettere tutto in culo, e non mi dici nulla mentre ti trombo proprio lì” e lei per tutta risposta “va bene, non vedo l’ora di prendermelo lì di dietro.”

Andammo quindi a cambiarci e, una volta guadagnato la cabina, si è sistemata per terra in ginocchio e mi ha preso il cazzo in bocca, ciucciandolo come una troia vogliosa in calore, che non poteva proprio vivere senza un cazzo da prendersi al giorno: e mentre mi spompinava, rumorosamente e con tanta saliva, mi guardava con un’aria da vera bocchinara troia, una di quelle che il cazzo se lo gustava a colazione, pranzo, merenda e cena, senza tanti complimenti e anzi con tanto desiderio.

Quindi dopo averlo ciucciato per bene, la troia si è messa a pecorina, e poi, allargandosi il buco del culo, mi ha detto “dai, inculami come una troia, sfondami il culo con il tuo bel cazzo duro, non farmi aspettare” e io, appoggiandolo a quel culetto meraviglioso, gliel’ho ficcato dentro tutto di colpo, facendola quasi piangere per il dolore, mentre si eccitava e tratteneva a fatica l’eccitazione, sentendosi fottuta così senza pietà da dietro, posseduta come una cagna in culo, senza alcuna pietà.

Io godevo, e non poco, sentendomi il cazzo stretto in quel culo, ma lei si eccitava ancor di più, e tra un ansimare e l’altro, godendo come una puttana, lei trovava anche lo spazio per dire cose sconce mentre la trombavo, del tipo “sì, in culo, sì sì sì, mi piace, daiiiiiiii, sfondamelo, ohhhhhhhhhh in culo, ancora, sìiiiiii” e si teneva il buco bello largo con le mani, e poi, si lasciava andare a gemiti a cavallo tra il dolore e l’eccitazione di essere fottuta come una puttanella da quattro soldi.

Non posso negare che il suo culo mi ha fatto venire dopo pochi minuti, perché era davvero troppo stretto per resistergli: e quando ero ormai pronto a sborrare, l’ho tirato fuori, e le sono venuto tutto sui capelli, apposta, per imbrattarla con il mio seme e far vedere a tutti quanto fosse una puttanella incallita in cerca di cazzi. Eleonora cercava di pulirsi i capelli dalla sborra, e mi guardava come una troia “dai saziami ancora, ma adesso in figa, lo so che ti piace trombarmi davanti”…

Alla trombamica di Marco piace il cazzo: bello il suo racconto e meravigliose le sensazioni che deve aver provato con lei.

Dopo tanto nuoto un uccello per lei, di Marco di Grosseto

Prima edizione: Giugno 2016, by Atlantia Media.

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Una risposta a Dopo tanto nuoto un uccello tutto per lei

  1. Lukazz54 dice:

    Poteva aspettare pure me la troia

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