Daniela si lasciava andare

Daniela si lasciava andare per bene

Avevo già pianificato una bella vacanza dalle mie parti, all’inizio del mese di maggio, e finalmente, quando è arrivato il momento buono per partire, mi son potuto concedere una bella tregua dagli impegni di tutti i giorni che mi ha letteralmente rigenerato: in effetti, ho trovato belle giornate, tanto relax e, soprattutto, buona roba da mangiare e da bere, nonché un bel po’ di figa da ammirare durante tutte le mie splendide giornate trascorse tra albergo, mare, spiaggia e piccoli bar.

Non mi sembrava vero che potessi rilassarmi tanto in quei giorni, e in effetti, tra una bella nuotata e una passeggiata in spiaggia, tenevo d’occhio anche le altre bagnanti, tra le quali, mi è caduto l’occhio niente meno che su una bella cougar quarantenne, una mora ancora bella in forma, che non vedevo l’ora di conoscere meglio e, magari, anche di riuscire pure a sbattermi per bene, durante una pausa tra le tante attività sportive che avevo finalmente l’occasione di praticare.

Daniela, la figona che mi si è parata di fronte sotto l’ombrellone, era pure lei delle mie zone, ma viveva a Milano: di tanto in tanto la sentivo parlare al telefono con qualcun altro e, mentre sparava cazzate a non finire, la osservavo che si fissava continuamente le gambe, e poi anche le cosce, con un’insistenza che era davvero assurda, quasi come se fosse talmente complessata da non sapere esattamente come gestire la sua immagine, perché fosse davvero sempre al top.

Poi durante un aperitivo capitò anche l’occasione di parlarci con lei, e mi accorsi che oltre a cercare di essere antipatica, almeno di facciata con chi non conosceva o con le persone di cui non riusciva a fidarsi, questa gnocca stronza era però altrettanto affascinata dal desiderio di riuscire a dare il meglio con chi le ispirava fiducia, come me, parlandomi un po’ di lei e di tutti i suoi scazzi, nonché di quelli che erano i suoi desideri per rendere la sua vacanza un po’ più accattivante.

Cougar che impazziva per il cazzo

Quando mi accorsi che questa puttanona era davvero su di giri tra un aperol e l’altro, le chiesi senza tanti giri di parole che cosa avesse in mente di fare quella sera, e lei, mi disse che dopo tanto mare, non poteva che ambire ad una bella cenetta e, poi, magari solo una passeggiata sul lungomare, per vedere quelle simpatiche bancarelle che vendevano tante cose buone e belle, tra cui specialità ghiotte locali e tanti oggetti di artigianato con i quali ricordarsi a lungo della nostra vacanza.

Daniela era però nel contempo divertita dal fatto che qualcuno con le sue stesse origini, trasferito al nord, potesse ritrovarsi in quel posto natio: era una coincidenza che la divertiva davvero tanto, e che le faceva venire alla mente i ricordi dell’infanzia e dell’adolescenza, quando, partendo per Milano, lasciò al paese tanti amici e tante amiche, dimenticandosi di loro e di tutte quelle storie che, un po’, la rallegravano e rendevano speciale il suo bagaglio di ricordi dei suoi primi anni di vita.

Quindi, finita la giornata di sole e di mare, con Daniela ci avviammo verso l’albergo, e scoprii che tra l’altro era soltanto un piano sotto di me, e aveva una stanza sullo stesso lato: quindi, quando rientrammo, io ne approfittai per chiederle se potessimo poi bere qualcosa insieme, prima di dare il via alla nostra cenetta in riva al mare. Daniela colse la palla al balzo e, mentre stavamo salendo le scale verso le nostre camere, mi trascinò letteralmente dentro la sua stanza.

Era già piena di desiderio, vogliosa come non mai, e in pochi gesti si levò di dosso quel vestitino che aveva, e quindi anche il costume, e rimase nuda di fronte a me: la sua pelle matura, quella bella figa pelosa, quelle cosce così abbronzate, mi fecero davvero perdere la testa, così, mi levai pure io la maglietta e il costume, e nudo, mi avvicinai a lei, strusciandomi al suo culo bello sodo, facendo scivolare il mio cazzo sullo spacco delle sue chiappe e, poi, fino alle labbra della sua figa.

Quindi andammo sotto la doccia, e lì, sotto quella splendida acqua calda, finalmente potemmo divertirci ancor di più insieme: Daniela si inginocchiò a me, e andò a prendersi il mio cazzo in bocca, e prese a succhiarmelo, vogliosa, mentre io, la spingevo a me, e facevo di tutto perché si prendesse tutto quanto in bocca. Poi, si alzò, e toccò a me inginocchiarsi a lei: le leccai quella splendida figa vogliosa, e quindi, tutto pieno di eccitazione, mi risollevai e le dissi “dai, trombiamo qui in doccia”.

Daniela si mise sotto il getto di acqua calda, e io, dietro di lei presi a far scivolare il mio cazzo duro di nuovo tra il suo culo e la figa e, quindi, con una leggera spinta entrai dentro di lei, mentre si piegò in avanti, appoggiando i gomiti al muro: era lî davanti a me, in quella posizione magnifica, mentre io sbattevo il mio cazzo dentro e fuori della sua figa, stantuffando a ritmo sostenuto, e prendendole le chiappe con le mani, stringendole, e schiaffeggiandole sonoramente e con grande voglia.

Lei godeva come una troia, le piaceva quel trattamento, e infatti, mi incitava ulteriormente a continuare a trombarla in quel modo, perché per lei era un’esperienza veramente fin troppo eccitante: si sentiva sfondare da dietro sotto la doccia, e io, continuavo a trombarla senza tregua, perché era fin troppo rilassante trovarsi sotto la doccia con una donna così, una strafiga bella abbronzata che, con il suo modo di muoversi e di lasciarsi fare, mi ispirava la troiaggine fatta persona.

Continuai a spingere il cazzo in figa, mentre lei iniziava a gemere sul serio, e poi, con il pollice in culo la scopai ancor più forte, vedendola eccitarsi e perdere il controllo, incapace ormai di riuscire sul serio a contenere quelle belle spinte, quei momenti di eccitazione che ormai risuonavano in quel bagno, probabilmente uditi anche dai nostri vicini, che erano ormai testimoni del nostro godimento sotto quell’acqua calda a dir poco rilassante, che invogliava a farlo sempre di più.

Poi lo spinsi dentro le ultime volte, e finalmente, sborrai: venendo mi parve di essere ringiovanito di almeno cinque anni, quasi come se quell’orgasmo magnifico mi avesse fatto riscoprire la magia del sesso. Daniela era stata capace di eccitarmi come nessun’altra donna, forse perché il suo essere cougar consapevole di voler ancor godere dei piaceri della carne, mi rendeva prigioniero della sua bellezza incredibile…

Daniela, il nostro amico Saverio ha saputo godere alla grande con te: non perdetevi i migliori dettagli del suo racconto erotico emozionante.

Daniela si lasciava andare per bene, di Saverio di Cremona

Prima edizione: Giugno 2016, by Atlantia Media.

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