La vicina che adora il cazzo da morire

Una bionda che sorrideva a tutti

Nel mio palazzo, abitava una tipa particolarmente strana e di quelle che, non appena la vedevi, ti domandavi se fosse sempre allegra e felice: bastava guardarla, mentre si salivano le scale, e lei per tutta risposta sorrideva e salutava con una cortesia fuori del comune, quasi come se cercasse di conquistare l’attenzione e voleva che si creasse qualcosa di più di un semplice rapporto di vicinato in cui ci si saluta in modo sfuggevole.

Eppure, qualcosa di lei mi intrigava in maniera assurda, mi spingeva a desiderare di conoscerla meglio, di sapere esattamente chi fosse e che cosa facesse nella sua vita: così, un pomeriggio, mentre stavo rincasando dall’università, l’ho incontrata all’ingresso, e mi son fermato un attimo a chiacchierare con lei, per sapere di più sul suo conto, e cercare di capire che cosa la rendesse così felice e soddisfatta nella vita di tutti i giorni.

Sonja, questo era il suo nome, nel raccontare di lei, diceva di essere stata sposata e poi divorziata, ed ora, se la spassava alla grande, alla salute del suo ex, che gliene aveva combinate di tutti i colori: era una vera e propria cougar, di quelle in piena regola, e solo a guardarle il fisico, si capiva bene come potesse conquistare uomini con un solo sguardo o un cenno, considerando il suo modo di muoversi così disinibita e leggera in mezzo alle difficoltà.

Dopo avermi invitato a bere qualcosa con lei, una volta seduti al tavolino, mi son accorto di quanto fosse simpatica e, soprattutto, di come sapesse intrattenermi bene, facendomi anche fantasticare sul come potesse essere rovente e strafiga a letto, di quanto potesse con quel fisico saper conquistare un uomo, facendoselo suo con un paio di gesti, e regalandogli sensazioni veramente al di fuori del comune e molto piacevoli, di quelli indimenticabili.

Lei sì che ci sapeva fare col cazzo

Una volta finito il drink, lei mi ha proposto di salire a casa sua per vedere come fosse: e io, sul momento, non mi son reso conto di che tipo di invito si trattasse, accettando subito la sua proposta, e seguendola in quella abitazione piacevole, arredata con gusto, e dove ogni cosa sembrava studiata per trasmettere una sensazione unica di piacere e di relax, quella che ti prende subito e ti catapulta in un mondo fatto di leggerezza.

Sonja si è accorta di quanto mi piacesse la sua casa, e mi ha chiesto che cosa mi affascinasse tanto di quell’abitazione, al che, le risposi che era l’armonia tra gli oggetti e i colori, ad imporre il suo appartamento alla mia attenzione, rendendolo un luogo interessante: e quindi, prendendomi per mano, mi ha guidato alla scoperta di ogni angolo, finché, ci siamo trovati nella sua camera da letto, che era proprio bella e molto minimalista, col letto basso.

Lei era lì davanti a me, con quella splendida forma fisica e quel suo modo di guardarmi, che non mi lasciava scampo: così, mi son deciso ad andare oltre, e mi son avvicinato a lei, baciandola, con lei che mi accarezzava i capelli e mi tirava a sé, per quanto le piaceva l’idea di farsi una bella trombata con un tipo giovane, e me lo disse chiaramente, che non vedeva l’ora di montarmi sopra e di cavalcarmi fino a farmi venire e stuzzicare il mio piacere.

Sdraiandosi sul letto, e guardandomi negli occhi, mi ha trascinato su di sé, dopodiché, mi ha completamente svestito, ed ha iniziato a giocare con il mio cazzo, leccando dolcemente, facendo roteare la sua lingua sulla mia cappella, facendomi venire una voglia di fottermela proprio lì, senza perdere ulteriormente tempo, assaporando tutta la sua carica vitale di quarantenne che non vedeva l’ora di farsi impalare da un altro bel cazzo.

Sonja si è quindi sfilata i pantaloni e le mutande, dopodiché, si è bagnata indice e medio con la saliva, passandoseli sulla figa, e si è accovacciata sopra di me, guidandoselo dentro, e lasciandosi subito andare ad un gemito di piacere, non appena sentito dentro di lei: io ero in estasi di fronte a questa bella donna che sembrava sprizzare passione da ogni poro, e mi pareva pronta a soddisfare ogni mia voglia con i suoi movimenti esperti.

E con quel suo ritmo nello scopare, mi ha fatto subito perdere la testa, desiderando che non finisse mai, che avesse sempre voglia di me, di farselo mettere tutto dentro, e di cavalcarmelo tutto, in punta e fino in fondo, perché mi regalasse le migliori sensazioni del sesso: sentire le sue cosce su di me, mentre mi trombava così divinamente, era una sensazione a dir poco destabilizzante, perché mi invogliava a desiderare sempre di più il suo corpo.

Continuò a trombarmi per un po’, dopodiché si sollevò, e si voltò dandomi le spalle: di fronte ad un culo così spettacolare, non potevo che desiderare di essere trombato intensamente, e glielo feci capire, sculacciandola a dovere mentre si lasciava impalare dal mio cazzo ormai quasi giunto al limite della resistenza, per quanto lei sapeva trombare divinamente, e lo faceva proprio di cuore, desiderando soltanto di venire e di farmi godere.

Qualche istante dopo, si lasciò andare e finalmente venne, gemendo tutta soddisfatta ed agitandosi soddisfatta, mentre voltandosi, mi diceva quanto mancasse perché arrivassi finalmente a spruzzarle la figa della mia sborra: le dissi che ormai non mancava molto, e che le sarebbe bastato continuare così per poco, prima che le svuotassi dentro i coglioni.

Nel giro di un paio di minuti, finalmente, venni a lungo dentro di lei, scaricando tutta la sborra, e godendo come mai prima d’ora in vita mia…

Evviva le vicine che la danno e non si fanno tanti problemi per godere: Gabriele non si è certo fermato di fronte alla disponibilità di questa nuova trombamica, perfetta per godere e scrivere storie di sesso imperdibili.

La vicina che adorava il cazzo da morire, di Gabriele di Genova.

Prima edizione: giugno 2015, by Atlantia Media.

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