Con la mamma

Ho scopato la mamma del mio miglior amico

Ogni mercoledì, in piscina, incontro quella strafiga di Manuela, ma madre di Luca, il mio miglior amico con cui frequento il liceo. Ogni volta che vado a nuotare, per distendermi, mi vedo di fronte quella strafiga. Ha un po’ più di quarant’anni, ma si tiene in maniera incredibilmente unica. Con la sua pettinatura sempre impeccabile, i suoi leggings bianchi belli stretti (e quasi trasparenti) e la maglietta stretta, mi fa tirare il cazzo di continuo.

La guardo muoversi davanti a me, quando entriamo negli spogliatoi, e il suo sculettare mi fa arrivare il cuore in gola. Penso, ogni volta, a quanto sia fortunato suo marito. Tornare a casa ogni giorno, trovarsi una moglie così, pronta a regalare le sue grazie in ogni scopata: chissà quanto si farà svuotare i coglioni da una gnocca simile, davvero irresistibile in ogni suo gesto e, magari, pure in ogni suo gemito di godimento.

Le mie fantasie su Manuela sono qualcosa di incredibile, proibite, che non ho mai osato esternare in alcuna occasione per nessuno. Il timore che a Luca possa arrivare quelle parole, è troppo grande. Cosa penserebbe di me, il mio miglior amico, se sapessi che vorrei scopare la stessa figa dalla quale lui è uscito, venendo al mondo? Probabilmente mi prenderebbe a pugni o a calci, chi lo sa, ma di certo non sarebbe contento delle mie idee.

Poi, tutto è definitivamente cambiato quando sono andato in piscina lo scorso venerdì. Ho visto arrivare Manuela con il suo zainetto, sempre in forma, e perfetta come al solito. La guardavo camminare, sbavavo dietro il suo culo, quelle cosce, e quella vista di quel corpo magnifico. Sognavo di farmela, sognavo di prenderla a pecorina metterglielo dentro, sentirlo entrare nella sua figa bagnata, affondarlo fino a far entrare i coglioni e sborrare.

Più la guardavo e più il cazzo mi si induriva, e più desideravo ardentemente di farla mia, di possederla. Ma dovevo restare con i piedi per terra, perché non sarebbe mai stato possibile. Ciò nonostante la guardavo camminare davanti a me, la osservavo muoversi con quell’agilità unica, e sculettare in maniera unica, offrendomi quel panorama divino. Poteva, una strafiga del genere, torturarmi il cazzo in quella maniera?

Così, mi son deciso a farmi avanti, senza troppo ritegno. Mentre Manuela stava per entrare negli spogliatoi, le sono arrivato alle spalle e l’ho salutato. Le ho visto gli occhi illuminarsi per un istante, quasi come se si aspettasse di incontrare qualcuno. Poi mi ha salutato, e scherzosamente, mi ha chiesto se fossi passato per farle da allenatore, perché ogni volta mi incontrava lì. Le risposi che nuotare era davvero qualcosa di unico per me.

Sorrise, e mi disse che pensava lo stesso e, poi, mi disse che sarebbe andata a cambiarsi in cabina. Mentre si stava avviando verso la sua cabina, io guardavo attorno a me per capire chi ci fosse, e notando che nessuno era lì, decisi di farmi avanti. Prima che potesse aprire del tutto la porta, mi infilai dietro di lei, e richiusi quell’anta dietro di noi, mentre Manuela stupita disse “ma chi è?” e nel vedermi si stupì ancor di più “Gabriele, che fai?”

Solo che sentendo i passi e il vociare di altre persone, si zittì, dicendomi “non farti sentire che sei qui con me, dai, se no sai che pensano?” e io le dissi “soltanto se me lo ciucci…” e lei disse “che cosa stai dicendo? Ma sei matto?” e io le dissi “sì, di te” e la baciai, così di sorpresa, stringendola a me. Sul primo istante, mi sembrò vogliosa, ma poi mi respinse dicendomi “ma sei amico di mio figlio, come ti può venire in mente una cosa simile?”

Manuela bisbigliava perché ormai le persone erano entrate nello spogliatoio e potevano sentirci. Allora io ne approfittai e tirai fuoi il cazzo, e glielo mostrai. Lei era eccitata, le piaceva probabilmente, ma mi respinse di nuovo. Quindi la guidai in ginocchio, e le strofinai il mio cazzo sulla faccia, dicendo “ciuccia, troia” e lei sottovoce rispose “ma sei fuori?” e quindi glielo misi sulle labbra, perché potesse prenderlo in bocca.

Oppose ancora resistenza, ma poi glielo misi a forza in bocca, e mi eccitai a non finire. Non voleva ciucciare, e allora, le presi la testa e la spinsi a me, forzandola a spompinarmelo ed eccitandomi “oh, che bocca divina, ciuccia Manu, dai, ciuccia” e lei cercò di levarselo dalla bocca, ma io la tenni su di me, eccitato. A quel punto, glielo feci prendere in mano, e le dissi di ciucciarlo. Continuò a fare resistenza, ma io glielo spingevo dentro.

Manuela a quel punto desistette, e prese a ciucciarmelo, in modo divino, come una quarantenne che sa bene come si spompina un cazzo. Ero troppo eccitato, e la invogliavo a succhiarmelo, finché glielo tirai fuori di bocca e le dissi “dai, adesso scopami, voglio assaggiare la tua figa” e lei “ah dopo il sesso orale forzato vuoi anche scoparmi la figa?” e io le dissi “una bella sveltina, Manu, fammi sentire com’è la tua figa, la voglio, la voglio…”

Ormai priva di voglia di resistere, e probabilmente anche eccitata all’idea di farsi l’amico di suo figlio, si abbassò i leggings e il perizoma, e inchinandosi di fronte a me, mi mostrò la figa meravigliosa. Le strofinai la cappella sopra, e poi, lo feci entrare in quella magnifica fessura bagnata, muovendomi avanti ad indietro, sapendo che non sarei durato a lungo con quella vista. Lo spinsi in quella meravigliosa figa, eccitandomi.

Pure a Manuela piaceva il mio cazzo, e me lo dissi “che cazzo magnifico hai, bello grosso, mhhhh” e poco dopo le dissi “sto per sborrare, Manu, sto per farlo, lo vuoi dentro o fuori?” e le disse “dai, vieni dentro, tanto non rimango incinta di te” e mi lasciai andare, senza freni, pronto a svuotare i miei coglioni in quella figa meravigliosa, godendo come un riccio…

Nel frattempo, nessuno si era accorto di noi: e dopo esserci cambiati, andammo in piscina a farci una bella nuotata.

Gabriele non si è sottratto di fronte all’occasione ghiotta che ha avuto davanti a sé: non appena la madre del suo amico gli ha fatto capire quali fossero i suoi desideri, si è fatto trombare per bene il cazzo da questa strafiga vogliosa e gnocchissima.

Mi son trombato la mamma del mio miglior amico, di Gabriele di Como

Prima edizione: agosto 2018, by Atlantia Media.

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