Valeria non pensava ad altro che al cazzo

Una tipa piena di passione…

Come collega, in ufficio, Valeria era sempre pronta a darsi da fare ed aiutare: mi ricordo quando, appena arrivato in azienda, lei non ha esitato per mostrarmi alcuni trucchi e segreti del mestiere, aiutandomi a trovare subito il mio posto all’interno di questa nuova realtà lavorativa. Oltre a ciò, poi, con la sua simpatia questa bella tipa contribuiva pure a rendere più piacevoli le giornate in ufficio, soprattutto, quando si vestiva in maniera sufficientemente provocante, accendendo il mio desiderio.

Con il tempo, Valeria si è accorta di questo fatto, e la cosa – oltre a spingerla a ridere e scherzare – in realtà le faceva pure piacere, perché trovava un buon feeling con me, al punto che poi, in alcune occasioni, ci siamo pure concessi delle belle serate in compagnia, andando a cena anche con altri colleghi ed altre colleghe, fino alla scorsa settimana, quando è successo qualcosa di insolito, in quel bel pomeriggio di lavoro in cui avevamo parecchio da fare, ma non smettevamo di ridere.

Sembrava quasi che avessimo bevuto, e che di colpo, ci fossimo ritrovati a ridere e a scherzare come dei veri ubriaconi al bar, senza ritegno: quando poi le cose sono scivolate sul sesso, allora, l’atmosfera si è fatta ancor più incandescente, soprattutto perché ho capito bene quali fossero le voglie di Valeria, quando mi ha messo una mano nei pantaloni e mi ha scappellato l’uccello, guardandomi con quell’aria da figona vogliosa in cerca di un bel cazzo da spupazzare.

…per il cazzo

Quel pomeriggio, mentre alcuni colleghi erano usciti per fare un incontro di lavoro con una nuova azienda partner, ci siamo ritrovati da soli: e così, mentre la mano di Valeria giocava con il mio cazzo, io cercavo la sua figa, facendomi largo tra le cosce, ed ero già abbastanza su di giri, che non riuscivo a trattenere il mio desiderio, finché finalmente mi son trovato con la mia lingua tra la sua bella fighetta, e l’ho sentita eccitarsi e lasciarsi andare in un lungo mugolio di godimento.

Le piaceva il mio modo di farmi strada nel suo piacere, e quando finalmente mi son liberato delle mutande, il mio cazzo era già tra le sue mani: e dopo averci sputato sopra, se l’è portato in bocca, gustandolo tutto, senza perdere nemmeno un secondo e desiderando di poterselo finalmente scopare, dandoci dentro come una troiona che non poteva proprio farne a meno di sentirsi sfondare la sua intimità, ancor di più lì in ufficio, un posto ideale per trasgredire con un collega.

Poco dopo, il mio cazzo strasbocchinato era già pronto ad essere fottuto da questa troietta di Valeria, che in effetti, si mise a gambe divaricate e braccia appoggiate sulla scrivania, mostrandomi quel bel culetto, e quindi, invogliandomi a sbatterla per bene: poco dopo, infilai il mio bel cazzo dentro di lei, e la sentii lasciarsi andare in un bel piacere, con il risultato che questa mitica collega, ansimava e mi diceva che era la mia troia, che lo voleva tutto, e dovevo spingere meglio.



Mentre la fottevo come una troia, il mio indice continuava a sgrillettarla con foga, facendola godere e gemere, facendole desiderare di riuscire finalmente a lasciarsi andare, liberando in un solo istante tutto quel piacere che, per troppo tempo, aveva soffocato nel suo corpo, facendole desiderare di raggiungere un’apoteosi del godimento in poco tempo, senza dimenticarsi nemmeno per un istante di quello che potesse essere un orgasmo avuto lì sulla scrivania.

Spingevo sempre più forte, e la fottevo con tutta la carica che avevo in corpo, perché non volevo – nemmeno per un istante – perdere la possibilità di scoparmi quella bella fighetta vogliosa di Valeria: e mentre io mi stavo ormai per lasciare andare, sgrillettandola ancora, lei finalmente fece un lungo gemito di piacere, al quale seguì, poco dopo, pure la mia lunga sborrata sulle sue chiappe, che vennero ben imbrattate del mio caldo e denso seme.

Dopo aver ripreso fiato, le dissi che era semplicemente la mia troia, quella che avrei voluto sbattere continuamente senza sosta…

Tom non si è certo tirato indietro quando Valeria ha voluto gustare il suo cazzo: e il suo racconto erotico ne mette in evidenza le doti di amante perfetta!

Valeria non pensava ad altro che al cazzo, di Tom di Lodi.

Prima edizione: marzo 2016, by Atlantia Media.

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