Una figa sulla scrivania

Un rientro hot in ufficio

Con la scusa del ponte dell’Epifania, quest’anno non tutti quanti sono rientrati al lavoro nella prima settimana di gennaio: in effetti, quando sono arrivato lunedì mattina in ufficio, c’eravamo soltanto una collega ed io, proprio perché tutti gli altri ne hanno approfittato per restarsene in ferie con la famiglia, e godersi un po’ di riposo e di divertimento, mentre noi, non avendo granché da fare a casa, ci siamo decisi a venire al lavoro per portarci avanti con alcuni fascicoli importanti.

Paola, quella mattina, mi sembrava particolarmente scattante ed efficiente, quasi come se avesse voglia di finire al più presto di analizzare quelle pratiche e, poi, magari andarsene via pure prima del tempo: e così, pure io mi son sentito invogliato a lavorare più velocemente, concentrandomi alla grande sulle cose che avevo da fare, senza lasciarmi distrarre da telefonini o dalle solite (e bisogna ormai anche ammettere) fin troppo poco interessanti news che giravano sui soliti portali.

A metà mattina, quindi, grazie a quel ritmo di lavoro sostenuto, avevamo praticamente già concluso tutto quello che avremmo dovuto fare in un’intera giornata in ufficio, così, con uno sprint finale, verso le 11 abbiamo depositato le ultime carte e ufficialmente eravamo già a posto: ho chiesto a Paola se volesse bersi pure lei un caffè, e così, ci siamo avviati verso la macchinetta, per condividere finalmente un po’ di chiacchiere insieme e riposare un po’ la testa dopo tanto lavoro intenso.

Mi son così accorto di quanto fosse figa quella mattina: aveva un paio di scarpe particolarmente eccitanti, con un tacco molto alto, gli immancabili liquid leggings neri che evidenziavano la perfezione delle sue gambe e di quel bel culo, una camicia bianca non abbastanza lunga da coprirle i meravigliosi glutei e, infine, una giacchetta color caffellatte, e poi si muoveva con quell’aria da vogliosa che per me era diventata ormai irresistibile, facendomi desiderare di trombarmela subito.

Si è messa sulla sua scrivania

Dopo aver bevuto velocemente un caffè insieme, ci siamo avviati nuovamente alle nostre scrivanie, ma Paolo mi ha chiesto di fermarmi un attimo da lei, perché doveva farmi vedere qualcosa: prima di sedersi, mentre camminavamo nel corridoio, mi son accorto che stava come frugando nelle tasche della giacca, facendomi movimenti strani con il suo braccio. In realtà, si stava già preparando a sfilarsi i leggings e le mutandine: e in effetti, invece di sedersi sulla poltrona, si è proprio messa sul tavolo.

E con due rapidi gesti, mi ha mostrato la sua bella fighetta rasata, passandosi le dita sopra, e dicendomi che era mia, e che non potevo non farla godere quella mattina: la vista di quella meravigliosa fighetta ben curata, e la mia mente che già fantasticava su quelle che sarebbero state tutte le mie voglie da riversare su di lei, me l’avevano già fatto raddrizzare nei pantaloni, e Paola, guardandomi proprio in quel punto, si era già accorta che mi si era indurito e avevo un desiderio incredibile.



Dopo averle levato le scarpe, e sfilato leggings e mutandine, mettendole il culo allineato allo spigolo della scrivania, le ho divaricato le gambe e la mia testa si è subito posizionata sopra la sua fighetta: ho iniziato a leccargliela e a succhiarle il clitoride con passione, rimanendo in quella posizione per un bel po’ di tempo, facendola godere e giocando a farla eccitare sempre di più, finché, a forza di sentirsi leccare quella meravigliosa intimità, lei non ha potuto far altro che venire.

Mentre gemeva e ansimava, ormai sospirando senza riuscire più a controllarsi, Paola mi sembrava ancora piena di voglia di farsi fottere, e così, l’ho tirato fuori e, dopo averle frustato il clitoride con la mia cappella per un po’ di volte, subito dopo l’ho fatto scivolare dentro di lei, sentendola calda ed umida attorno alla mia cappella, coccolarmela e stimolarmela ad ogni penetrazione come se fosse setata ed incantata, una fighetta meravigliosa dove provare sensazioni uniche.

La scopata era diventata ormai un momento di estasi, considerando come continuavo a trombarla lentamente, ma andando a fondo ad ogni spinta, provando tutto il piacere lungo il mio cazzo, che si faceva strada in quella parte intima di lei che mi sembrava ormai qualcosa di irresistibilmente eccitante e rilassante, il miglior luogo del mondo, dove potermi rilassare e, soprattutto, dove condividere con una splendida donna delle emozioni davvero travolgenti, per sentirmi sempre meglio.

Dopo tanto piacere nel penetrare la sua bella fighetta, sentendo ormai la cappela pronta a cedere, il mio ansimare si è fatto più intenso e prolungato, dopodiché la mia sborra ha invaso quello splendido buchino, mentre la mia prostata mi regalava sensazioni mai provate in precedenza, facendomi sentire al top. Paola si è sollevata dalla scrivania, e sbaciucchiandomi leggermente, mi ha chiesto se mi fosse piaciuto farlo con lei in ufficio: per me era stato veramente magnifico.

E già non vedevo l’ora di poterlo rifare…

Ah l’ufficio, regno delle conquiste migliori di ogni uomo: Alberto si è fatto una bella avventura con Paola, una gnocca capace di dare il meglio e regalarci un racconto erotico pieno di passione.

Una figa sulla scrivania, di Alberto di Milano.

Prima edizione: gennaio 2016, by Atlantia Media.

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Una risposta a Una figa sulla scrivania

  1. Anonimo dice:

    Lavorare cosi e impossibile

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