Mi spompinava davanti allo specchio

In ufficio, quando ci incontravamo, Jessica mi sembrava sempre la solita cazzona che volesse fare l’altezzosa, non capace di rapportarsi in maniera giusta con i colleghi, e in particolare con me, quasi come volesse far pesare il fatto di essere una gnocca senza paragoni, una di quelle fighe troione che uno avrebbe davvero fatto di tutto per riuscire a portarsi a letto senza farsi troppe domande.

Eppure, quando di tanto in tanto mi capitava di riuscire a parlarle senza che ci fosse troppa gente attorno, mi sembrava che questa meravigliosa ragazza avesse ben altro da riservare, un carattere molto più piacevole e, soprattutto, un’attitudine un po’ meno da cazzara, se non altro più sopportabile, perché ispirata da una maggiore semplicità e una spontaneità diversa.

Così quella sera, quando ci siamo soffermati a parlare di un paio di problemi che lei aveva, mi sembrava che fosse tutt’altra persona, quasi come se avesse qualche idea un po’ più interessante del solito: forse stava fantasticando del fatto che potesse farsi aprire in due il culo da me, alla fine, senza nemmeno rischiare di farsi prendere in pieno dai colleghi e dalle colleghe?

Queste mie fantasie mi spingevano a considerare come questa tipa potesse essere troia, quando in realtà, Jessica avrebbe in realtà potuto desiderare fare dell’altro, semplicemente perché magari non aveva nella testa l’idea fissa di farsi un’avventura hot, come invece alcuni miei colleghi continuavano a dirmi, suggerendomi una spiegazione facile per il suo modo di porsi.

Lei voleva trombare, però, non voleva in alcun modo far sapere delle sue avventure, fare tutto in modo discreto, portandosi magari anche a letto ognuno di noi, ma senza che a qualcuno potesse venire in mente di raccontare delle sue avventure: un modo insolito di fare, ma che secondo alcuni, poteva essere davvero il suo modo di pensare alle avventure erotiche senza limiti.

La sua natura disinibita e libera, probabilmente, era nascosta abilmente dietro a questa scarsa empatia con l’ufficio, stando alle teorie di un paio di miei colleghi che, in effetti, si aspettavano come questa tipa potesse in realtà essere molto passionale e senza freni, pronta a darsi da fare a letto senza troppe remore, considerando come la vita potesse essere una sola.

E in effetti, quando quella sera la ebbi davanti, vedendola così stranamente gentile e dolce, mi venne subito in mente che le potesse in realtà desiderare qualche cosa in più di un semplice incontro, qualche emozionante ed indicibile trasgressione, lasciandosi andare semplicemente a quelle che sarebbero state le sue voglie e magari pure le mie, che non erano tanto da meno.

La aiutai a risolvere il problema che da tempo la attanagliava e, dopo aver lavorato per circa un’ora e mezzo alla questione, Jessica si stiracchiò sulla sedia, dicendomi che ero stato troppo buono nell’aiutarla, e poi, senza dire altro, si guardò e mi disse “che ne dici se mi sdebito con te spompinandoti per bene, a casa mia, e ci assaporiamo poi una bella cenetta tranquilla? Dai dimmi che l’idea di vedermi ciucciare il tuo cazzo ti piace e ti piglia, e probabilmente, non vedi l’ora di vedermi all’opera sulla tua cappella e i tuoi coglioni, giocandoci come una porca…”

Quella sua espressione da vera troia, quelle parole, e quei gesti così decisi, mi fecero subito capire che Jessica non scherzava e, anzi, probabilmente non vedeva davvero l’ora di lasciarsi andare, di assaporare con me quel piacere per la trasgressione, e quando le dissi “non vedo l’ora di vederti pomparmelo per bene” le si accesero gli occhi e mi disse “vedrai quanto ti piacerà sentire la mia bocca sul tuo cazzo, vedrai: e poi potremmo anche lasciarci andare oltre, che ne dici?”

La presi al volo in braccio, e la trascinai con me verso l’uscita dell’ufficio, e dopo averla fatta salire in auto, le dissi “Jessica, non vedo l’ora di arrivare a casa, mi credi che mi scoppia già nelle mutande? Cazzo, ma come fai ad essere così eccitante?” e lei mi rispose “perché io in realtà sono un’amante perfetta, di quelle che non perdona, e fa scoppiare di desiderio tutti gli uomini che incontra, perché mi lascio andare senza alcun tipo di freno, facendoti godere come un porco.”

E quando arrivammo a casa sua, e richiuse la porta dietro di noi, io mi spogliai senza alcun ritegno buttando i vestiti in giro, e rincorrendo pure lei, la spogliai, e le dissi “non si sa mai che poi ci viene voglia di fare altro” e così Jessica arraffò il mio cazzo già duro e dritto e disse “mmmm, che bel cazzone, dai, dammelo tutto da leccare, ohh, che bell’uccello” e prese a leccarlo tutto, e poi, si concentrò sulla cappella, stuzzicandola come una troia, con la punta della lingua, vedendomi godere.

Poi si voltò verso di me, e dissi “mmmh, ti piace eh, di’ la verità” mentre io ero lì che assaporavo la sua lingua calda e vogliosa, e le dissi “dai, prendilo in bocca tutto, fammi vedere che lo vuoi” e lei si lasciò fare, mentre le guidavo il cazzo in bocca, e lei socchiudendola, me lo fotteva, facendomi godere “ohhhh siiii, hai una bocca che sembra una figa per quanto mi fai godere, ohhhh, che bello, daiiii, lasciati andare cosiiii, ohhhhhhhh, siiiii” mentre mi spompinava velocemente avanti e indietro.

Praticamente mi stava scopando con la sua bocca, davanti allo schermo, mentre io mi godevo la scena e assaporavo la sua dolcezza nello spompinarmi, sempre più intensa, e mi pregustavo già la scena seguente, immaginando quanto potesse essere bella a pecorina questa gnocca, quanto mi avrebbe fatto godere scoparla da dietro, spingerglielo tutto dentro: e nel frattempo, lei continuava a pompare, sempre più in fondo, come se sapesse che l’avrei riempita come una cagna.

“ooooh siiii, continua cosiii’, ohhhhhh, tutto in bocca, ohhhhhhhhh” e sentivo il mio cazzo fotterla tutta, sentivo il suo modo di succhiare e tenerlo tra le labbra incredibilmente irresistibile, proprio come se sapesse che avrei sborrato di lì a poco e, quando iniziò a spompinarlo come una ventosa, mi sentii pronto a scoppiare, e glielo dissi “ohhhh, ti sto per riempire di sborra, la vuoi tutta?!” e lei guardandomi con gli occhi da vera troia, fece cenno di sì con la testa” e finalmente mi lasciai scorrere tutta la sborra in bocca, godendo di quell’incredibile momento di piacere con la massima soddisfazione, mentre lei deglutiva e ingoiava tutta la sborra calda.

Quindi levandosi il cazzo di bocca, e sentendomi ansimare, mi disse “cosa te ne pare della mia spompinata? Sono meglio così che come collega, vero?” e io “ohhhh, sei semplicemente divina con i tuoi pompini, come si fa a non adorarti?”

Bella e brava, amante perfetta e adoratrice del cazzo: Andy di fronte allo specchio ha raccontato una storia di immenso godimento orale.

Mi spompinava davanti allo specchio, di Andy di Pisa

Prima edizione: Febbraio 2017, by Atlantia Media.

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