Marghe se la tirava come un violino

Dopo tanti successi insieme

Dopo il suo arrivo in azienda, le cose non sono andate più nella stessa maniera per me: ogni giorno, mi svegliavo più allegro, più contenuto e desideroso di andare a lavorare, non vedevo letteralmente l’ora di arrivare in ufficio, e poi, di riuscire anche ad incontrare una superfiga che riusciva a farmi perdere la testa con i suoi modi di fare, proprio perché era sempre al top, anche se un po’ se la tirava, ma quest’ultimo particolare la rendeva ai miei occhi davvero irresistibile e desiderabile.

A differenza di tutte le altre colleghe, infatti, Marghe aveva sempre un buon motivo per tirarsela, ed era una ragione molto semplice: era davvero figa, e aveva un fisico invidiabile, che non perdeva mai occasione per mettere bene in mostra, rendendolo veramente magnifico ai miei occhi, anche perché non vedevo l’ora di conquistarla e di poterci trascorrere un po’ di tempo insieme, considerando come nonostante fossimo vicini di scrivania per tutto il giorno, non ne avevo mai abbastanza di lei.

Con me, dava il massimo dal punto di vista lavorativo: eravamo un team davvero vincente da ogni punto di vista, non perdevamo mai una sfida con gli altri, e grazie a ciò, pian piano la considerazione di questa strafiga per me iniziò a crescere, fino al punto che, alla fine, lei si lasciò andare e, finalmente, ci concedemmo delle piacevoli pause caffè, andandocene anche insieme al bar, e quindi, iniziando a conoscerci meglio e a riuscire a trovare sempre nuove opportunità di crescita insieme.

Poi finalmente l’occasione per incontrarci anche al di fuori del lavoro, si presentò una bella sera: avevamo concluso un affare importante, lei era contentissima perché le avevano già preannunciato che avremmo ricevuto una bella promozione e, quindi, di lì a poco avremmo pure avuto uno stipendio e, poi, saremmo riusciti forse ad entrare nel management, e cominciare a dare un senso ai nostri sforzi in azienda, per conquistare una piacevole posizione lavorativa per entrambi.

Ma fu proprio in occasione di quel venerdì sera che finalmente mi divertii in compagnia di questa meravigliosa tipa, Marghe: mentre gli altri stavano andando a casa, ed avevamo ricevuto la notizia dal nostro capo, che poi di lì a poco se ne andò pure lui, dicendoci di chiudere tutto bene e di spegnere ogni cosa prima di andarcene a casa, noi ci fermammo a giocare a lanciarci le pallottole di carta, e poi, a rincorrerci pure in giro per l’ufficio, finché non ci fermammo esausti davanti alla fotocopiatrice.

…finalmente un po’ di tempo tutto per noi

Non ne potevamo più di correre in giro, e in quel momento, Marghe mi disse “non pensi che sarebbe bello fare qualcosa di trasgressivo qui in ufficio, magari saltando sopra la fotocopiatrice per farci una bella trombata insieme?” e io non credetti alle sue parole, perché mai mi sarei aspettato che, proprio lei, mi dicesse di fare sesso in ufficio. Vedendo che non le rispondevo subito, mi disse “cos’è? Pensavi davvero che non mi fosse venuta voglia di sesso dopo tanto tempo insieme?!”

E poi riprese, scherzando, dicendomi “chi tace acconsente: dai, levati i pantaloni che adesso ti faccio vedere io come tromba una come me” e quindi, mi levai di dosso tutto, lasciando sulla scrivania i miei vestiti, e poi, mi avvicinai a lei per fare altrettanto: lei si lasciò fare, e anzi, eccitandosi un po’ alla volta con il suo atteggiamento da vera puttanona vogliosa, seppe davvero farmi perdere la testa, e farmi desiderare a non finire la sua figa, che sarebbe arrivata come la pace per il mio cazzo.

Quando fu nuda, mi disse “dai, leccamela, ho proprio voglia di te” e io mi gettai ai suoi piedi come uno schiavo, leccandola tutta, risalendo dalle sue gambe, e poi, fermandomi proprio lì in mezzo, dove mi si aprì un mondo davvero entusiasmante “ahhhhh sììììììììììììììì, ahhhhhh, leccamela tutta, sìììììììììììììììì, ho voglia della tua lingua, dai, non tirarti indietro, sìììììììììììììì entra tutto” mentre io leccavo, slinguazzavo e la riempivo di saliva, eccitandomi a più non posso con la mia fantasia.


Continuai a leccarla tutta per almeno una decina di minuti, durante i quali la vidi eccitarsi sempre di più, gemere, e poi, alla fine, mi venne anche direttamente in bocca, con una piccola squirtata “ahhhhhhhhhhhh sìììììììììì, beviiiiiiiiii, ahhhhhhhh, godo, che bello, sìììì, sììììììììì, ahhhhhhhhhhhhhhhhh” e si lasciò andare senza alcun freno, dicendomi che ora potevo ambire a scoparla, perché lei, che se la tirava, non si sarebbe mai concessa a me senza un bel preliminare abbondante come quello.

Poi si mise a pecorina, e senza nemmeno dire tante parole, si passò della saliva sulla mano, e la passò a sua volta sulla figa, allargandosela, e toccandosela per dimostrarmi che era davvero vogliosa, e non riusciva a fare a meno dell’idea di farsi possedere così da dietro, senza alcun pudore, che era bello duro e lungo, perfetto per trombare Marghe in quel momento, che attendeva con una certa impazienza il momento della penetrazione del mio cazzo dentro la sua figa.

Non riusciva a trattenersi, lei, e quando finalmente le spinsi dentro il mio cazzo, lasciandolo scivolare in quel bel buco stretto e bagnato, mi eccitai a dovere, e la sentii subito eccitarsi, mentre le dicevo “dai troia, dammi quella figa, dammela tutta, non vedo l’ora di venire” mentre lei se lo faceva spingere tutto dentro, e poi, però, le dissi che avevo voglia di altro, che cambiassimo posizione, e fosse lei ora a divertirsi a montarmi sopra, a spingere il suo bel culo su di me, e farmi godere davvero.

Così mi sdraiai, e poi, le mi montò sopra al contrario: e mentre spingeva il suo culo all’indietro, godendo come una puttana “ahhhh sììììì, Dioooooo, quanto godo, fammelo arrivare in gola ‘sto cazzo, mi piaceeeeeeeeeeeeeee” lei continuava a scoparmi, dicendomi “ohhh, adesso ti scopo io come ti piace, ohhhhhhhhhhhh, sììììììììì, ahh, ahahhh, ohhhhhhhh, ahhhhhhhhhhh, ahhhhhhhhhhh, sìììììììììììììì, oddio, ohhhhhhhhhh sìììììììììì” mentre trombava senza fermarsi con una grinta unica.

E mentre io la spingevo, e le dicevo “dai, troia, dai, scopami” la spinsi su di me, e lei si eccitò ancor di più “dimmelo che sono una troia, dai, dimmelo” e finalmente mi fece venire, con una sborrata indimenticabile che le riempì tutta la figa. Quindi si alzò, guardò il mio cazzo, e mi disse “finalmente una bella goduta di quelle giuste, che bello, non è possibile resisterti”.

Umberto ha trovato una gnocca unica come Marghe e non poteva non farsela: anche voi sareste in grado di fare altrettanto, condividendo poi una storia di piacere così intenso?

Marghe se la tirava come un violino, di Umberto di Rovigo

Prima edizione: Giugno 2016, by Atlantia Media.

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