Barbara aveva sempre i tacchi alti

Una collega sopra le righe

Tra tutte le persone con le quali lavoravo in ufficio, una in particolare riusciva sempre a farmi sorridere con l sua semplicità e, nello stesso tempo, con il suo modo di fare strampalato: Barbara mi guardava sempre con quello sguardo sorridente, e poi, si muoveva con quei tacchi che la rendevano irresistibile ai miei occhi, facendomi fare un gran numero di fantasie di ogni tipo.

Barbara era sempre provocante, troppo bella e figa perché non mi lasciassi andare alle sue provocazioni, e infatti, tra fischi e complimenti di ogni tipo, mi spingevo sempre al limite con le mie parole e i miei gesti, talvolta anche con ammiccamenti e toccate, che in un paio di occasioni arrivava anche ai finti sfregamenti involontari o alle mani morte.

Insomma, Barbara era un po’ la vera e propria star dell’ufficio, con quelle sue movenze da gnoccona provocante, io non riuscivo a non coinvolgerla in discorsi abbastanza spinti, durante i quali raccontavo cose di ogni tipo, e una volta, arrivai pure a farle una proposta piuttosto esplicita che, a mia sorpresa, finì pure accettare con mio stupore: mi disse che l’avremmo fatto lì, in ufficio, alla faccia di tutti i colleghi.

Che andava anche sotto la scrivania

Quel giorno, in ufficio non c’era molto movimento, perché la maggior parte dei colleghi era fuori per altre cose oppure, in vacanza: così, con Barbara non potemmo proprio resistere alle nostre voglie, e in poco tempo ci trovammo mezzi nudi sulla scrivania, io con le mie mani e la mia lingua tra le sue tette giocandoci come fossero due belle bocce sode, perfette per sfogare tutti i miei desideri , le voglie più nascoste.

Dopo essermi preoccupato del suo bel seno, mi avvicinai pian piano al suo ventre, e quindi, scesi fino al suo inguine, facendomi strada tra i suoi pantaloni e le sue mutande, per cercare la sua fuga: era già abbastanza bagnata, e calda, perché lei aveva una voglia incredibile di fottere e di sentirsi posseduta da me, proprio in quell’ufficio, alla faccia dei nostri colleghi, assenti con le loro missioni.

La leccai con decisione, e poi, le mie labbra si serrarono sul suo clitoride, tirandolo un po’, perché lei potesse eccitarsi per bene con i miei preliminari decisi, durante i quali non poteva non esserci altro che la mia fantasia per farle assaporare le più belle sensazioni ed emozioni in ufficio, per farle raggiungere l’orgasmo.


Barbara quindi si dimenava lì davanti a me, in modo intenso, gemendo ed agitandosi durante quei momenti forti e piacevoli, dopodiché, alla fine tirai fuori il mio bel cazzo duro e voglioso, che misi letteralmente in bocca a questa bella figa, che me lo spompinò a dovere, con tutta la foga di questa troiona vogliosa.

Quindi lei si mise a ballare di fronte a me, sfregando la sua figa sulla mia cappella, provocandomi con quei gesti pieni di fantasia, e guardandomi con quella faccia da troia, che ormai, non vedeva l’ora di montarsi per bene il mio bel cazzone duro e caldo, che era ormai pronto per essere ben fottuto da lei.

Quindi mi sistemai sulla poltrona, e col cazzo bello dritto, aspettai il momento in cui lei mi montasse sopra: e con un bello slancio, lei si sistemò sopra di me e iniziò a muoversi avanti e indietro, con desiderio, facendomi godere ci grande determinazione e, poi, mostrandomi tutto il suo desiderio scendendo a fondo sul mio cazzo, raggiungendo quasi le mie palle.

Io godevo come un riccio, non riuscivo a trattenermi di fronte alle sue fantasie, che erano notevolmente vogliose, e scaturivano da quello spirito trasgressivo di Barbara, una vera e propria maestra del sesso, che non sapeva assolutamente contenersi con la mazza in mezzo alle gambe, che sembrava governare con la dovuta esperienza di una perfetta trombatrice.

Barbara quindi continuò a trombarmi così, con foga, finché le venne pure voglia di prenderlo di dietro: quindi si alzò e, pian piano, iniziò a sfregare il suo ano sulla mia cappella, giocando a farla roteare, provocandomi con quei movimenti delicati e vogliosi.

Quindi finalmente se lo fece entrare in culo, lentamente e con voglia: era talmente stretta, ma così vogliosa, che non potevo assolutamente resistere alle sue spinte, che erano davvero profonde e goduriose tipiche di chi sapeva bene come fottere con il culo, di chi aveva una esperienza notevole con il sesso anale.

Barbara andò avanti a scoparmi così con grinta e, guardandomi con la sua faccia da puttanona vogliosa, mi chiedeva se mi piaceva come mi fotteva: era davvero perfetta e, rispondendole in quel modo, vidi che il suo viso le si illuminò di un desiderio mai visto prima, quell’istante in cui una donna vogliosa di essere fottuta, sentiva per davvero di essere stata capace di dare il massimo mentre lo faceva col culo.

La spinsi su un giù per qualche istante ancora e, quindi, alla fine liberai tutta la mia bella sborra calda in quel culo magnifico: il mio seme le riempì completamente l’ano, e quando lo tirai fuori da quel magnifico buco tutto rosso, vidi colare fuori da lei la mia sborra, e mi accorsi che Barbara mi guardava con un’aria da puttanona impenitente.

Non avrei mai potuto trovare una gnocca tremenda di quel tipo in ufficio, se non in Barbara: questa splendida tipa, con quel suo culo, quelle sue tette, la sua fuga e quelle labbra, sembrava una perfetta collega per tutti i momenti in cui potessi avere bisogno di una trombamica…

Barbara non conosceva limiti nel sesso: Daniel ha saputo farla sua e godersi tutte le sue attenzioni, che sono finite in un racconto erotico meraviglioso.

Barbara aveva sempre i tacchi, di Daniel di Viterbo.

Prima edizione: aprile 2016, by Atlantia Media.

© copyright MMXVI by Atlantia Media. Tutti i diritti riservati

Taggato , , . Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.