A Simona piaceva tanto anche in culo

In ufficio non c’era tempo da perdere

Una sales manager aveva un modo tutto suo per controllare quanto tempo uno perdesse nel fare i suoi compiti e, quando si accorgeva in effetti che qualcuno si era perso un attimo mentre stava svolgendo qualche compito, poi, si innervosiva e cominciava a dire cose a sproposito, anche in maniera piuttosto diretta, perché lei non si poneva poi tanti limiti mentre si rivolgeva agli altri, soprattutto se qualcuno sbagliava a fare qualcosa, oltre a ritardare nello svolgere questo compito.

Così, proprio per questo suo essere sempre di fretta, che tra l’altro confondeva un po’ le idee a tutti, questa tipa ci stressava, e personalmente, mi sentivo sempre le palle piene di tante cagate che questa raccontava pure nei momenti di pausa: c’era però una cosa che mi piaceva di lei, vale a dire, che aveva sempre un modo piacevole di vestirsi, e siccome era pure parecchio gnocca, mi piaceva guardarle il culo mentre si muoveva, perché lo trovavo molto provocante.

Lo scorso giorno, per fare ciò, però, mi sono fregato davvero con le mie mani: mentre si stava girando per parlare con un suo sottoposto, mi ha scoperto mentre le guardavo il culo, e dopo aver fatto un sorrisino, dopo che quella persona se n’è andata, ne ha approfittato per dirmi due parole: “dai Stefano, cazzo, non puoi stare a guardarmi il culo in quel modo mentre ci sono gli altri in pausa: sai che poi mi faranno delle storie, se qualcuno dovesse dire qualcosa?!”

E io “ma cosa vuoi che dicano? Che ho gli occhi e li uso per ammirare un bel culo come il tuo?! Del resto, non ti ho mica inculata qui davanti a tutti, perché a qualcuno vengano strane idee sul mio conto” e lei, riguardandomi con un’aria stupita, ha continuato “ah, non sapevo trovassi il mio culo bello: pensavo lo ritenessi un panettone! E invece, guarda che sorprese: è proprio vero che non si smette mai di imparare. E tu, vuoi imparare qualcosa di nuovo con me?!”

Ma per metterglielo in culo c’era sempre tempo

L’ho guardata e le ho detto di nuovo “Che cosa vuoi insegnarmi Simona? Sì, sai che a me piace imparare sempre cose nuove: ma non sei un po’ presa con l’ufficio e con i tuoi colleghi che sono un po’ giù di tono?” e lei rispondendo “ma chi se ne frega di queste cazzate del lavoro, qui si vive una volta sola, quelle telefonate che mi sono rimaste da fare, le farò in seguito quando avrò finito di mostrarti un paio di cosette interessanti” e, quindi, prendendomi sotto braccio mi ha portato di sotto.

Nello sgabuzzino del materiale per la manutenzione e la pulizia, per la precisione: e quando ci siamo arrivati di fronte alla porta, le ho chiesto di che cosa avesse bisogno, se potesse aver bisogno di una mano. Simone disse “ma che di una mano, ho bisogno del tuo cazzo in quel culo, voglio che mi sfondi il culo, perché sono un po’ stressata oggi, e non c’è miglior medicina di un bel cazzo duro in culo, avanti e indietro, che magari mi sborra pure in bocca alla fine della trombata!”.

E io l’ho guardata con gli occhi pieni di luce “ahhh, a questo stavi pensando Simo, eh?! Lo sai che sei una strafiga della madonna, e non vedevo l’ora di scoprire come sei fatta lì” e lei continuando “dai, non facciamo casino, entriamo e chiudiamo la porta: e poi, diamoci dentro, perché non abbiamo molto tempo prima che qualche scassacoglioni torni a rompere le palle perché non capisce un cazzo e ha bisogno della Simo che gli dica sempre che cosa fare, perché con la testa non ci arriva”.

Chiusa la porta dietro di noi, senza fare troppo rumore, le ho alzato il vestitino e, di fronte a quelle belle chiappe, mi sono eccitato “mmmm, che bel culo, che belle chiappe: non vedo l’ora di infilartelo lì in mezzo, chi mi ferma più oggi, ho voglia di sborrare, ho voglia di venire dopo averti trombato per bene” e lei, tutta eccitata “e allora scopami in culo, mettimelo dentro, voglio proprio sentire come ce l’hai, come lo sai usare per farmi godere dentro quel culo che ti piace tanto”.


Dopo aver passato il mio indice in bocca per bagnarlo un po’, le ho fatto girare il dito sull’ano, perché volevo proprio prepararlo all’entrata del mio cazzo: ce l’avevo già duro, perché alla sola vista di quel culo, non potevo resistere oltre, e poi, la sua figa pelosa ha fatto il resto, soprattutto, quando ho appoggiato la mia cappella e l’ho sentita tutta calda e vogliosa, ma Simona mi ha detto “no, in figa no dai, lo voglio solo in culo” e io “ti prego, almeno un po’, voglio sentire come ce l’hai”.

E lei “eh va bene, ma non mi scopare troppo, e soprattutto, non mi venire dentro” e io “ok, non vedo l’ora” e appoggiandolo, l’ho fatto entrare un po’: era semplicemente divina, e l’ho scopata per un paio di minuti, ma poi, la tentazione del suo culo mi ha davvero vinto, e quindi, mi son lasciato andare ed ho obbedito a quelle che erano le sue voglie, facendoglielo entrare in culo, all’improvviso, senza che lei potesse far altro che sentirselo dentro.

“ahia”, e poi di nuovo “ahia”, e quindi “ahiaaa, dai, Stefano” e quindi, lo tirai fuori, bagnandola per bene di saliva, sputandole sul culo, e poi, lo feci entrare di nuovo: era strettissimo, mi piaceva da morire, e spingevo e uscivo senza fermarmi, mentre Simona iniziava a sditalinarsi, godeva ed ansimava, stava andando su di giri, perché non ne poteva più, e voleva finalmente venire in quello sgabuzzino, dopo aver fatto così tante cose “ahhh sìiiiii in culo è più bello, dai, spingi, ahhhhhhhh”.

E poi, dopo le mie ultime decise spinte, che mi fecero quasi venire, lo tirai fuori, mentre lei aveva raggiunto l’orgasmo, e le misi il cazzo in faccia, per venirle sulla bocca e sul volto, perché l’idea mi eccitava e non poco: e così svuotai le mie palle su questa bella e figa collega, che ormai era talmente stanca e ben scondata, che poté ritornare ai suoi colleghi bella rilassata e liberata come di un peso, quello che aveva di sentirsi finalmente aprire il culo in due dal mio cazzo.

“Grazie Stefano, mi ha fatto davvero godere come ne avevo bisogno, sei un mito, mi ha aperto il culo in due” e io “Simona, sei la più figa dell’ufficio: quando hai bisogno di cazzo non ti far problemi, dimmelo che vengo e ti faccio godere, perché anche a me piaceva trombarti il culo!”

Farsi sfondare per bene da Stefano, era sicuramente una delle massime preoccupazioni di Simona: e il racconto erotico lo dimostra bene.

A Simona piaceva tanto anche in culo, di Stefano di Torino

Prima edizione: Maggio 2016, by Atlantia Media.

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