Una strafiga in veranda con me

Una gnocca acculturata e provocante

Da qualche giorno, quando mi incrociavo con Novella, continuavamo a ripeterci che, per il week-end, avremmo sicuramente trascorso del tempo insieme, magari anche proprio al mare, considerando il bel tempo che ci permetteva di trascorrere del tempo libero all’aria aperta, con questa splendida tipa che, non appena il clima lo permetteva, non perdeva mai l’occasione per mettersi dei vestiti leggeri, per mostrare con orgoglio le sue belle gambe sempre depilate e belle abbronzate.

Quando ci siamo visti quel venerdì a pranzo, perché entrambi il pomeriggio non avevamo nulla da fare, le dissi di venire con me per andarcene a pranzo in un bel ristorantino: avremmo trascorso un po’ di tempo insieme, e poi, ci saremmo andati a gustare un po’ di tempo libero in veranda, condividendo un po’ di piacevole relax sotto il sole, e magari di tanto in tanto, avremmo anche pure interrotto la nostra siesta con un bel bagno, se solo non ci fosse stato troppo vento.

Novella era entusiasta dell’idea e, così, avviandoci per un bel pranzo di mare, che in realtà è stato abbastanza leggero, poi ci siamo precipitati a casa sua, che con quella splendida veranda sul mare, mi sembrava davvero perfetta per trascorrere una bella giornata in compagnia: così una volta arrivati da lei, ci siamo subito sistemati lì fuori, entrambi in costume da bagno, per prendere quel magnifico sole e rilassarci dopo gli ultimi giorni di fuoco tra lavoro e cagate di ogni tipo.

Eravamo sotto la veranda insieme

Mentre eravamo distesi sui due lettini, uno al fianco dell’altra, mi sono accorto di come quella strafiga di Novella fosse davvero irresistibile con il suo modo di fare, la sua leggerezza nel godere del momento, così all’aria aperta, con quelle gambe che mi invogliavano veramente a tentare, quelle gambe che volevo mie, che mi eccitavano alla sola vista, e mi spingevano ad osare, per tentare di assaporare veramente la natura reale di questa strafiga, che non era certo quella di una santa.


Mentre lei si rilassava così tranquilla, senza che potesse accorgersi di nulla, mi avvicinai al suo piede e lo leccai: Novella ebbe un sussulto, ma poi, sentendo quella lingua muoversi sul suo piede, si eccitò, dicendomi “ah, ma se la metti così, allora….” e io continuai a leccarle il piede, a baciarlo, e poi, iniziai a scorrere sulla sua caviglia, e poi su quei polpacci meravigliosi, che mi eccitavano e mi facevano venire una certa voglia di trasgressione, e quindi arrivai alle ginocchia.

Novella si eccitava e mi diceva “non vai oltre?!” e io, senza nemmeno risponderle, arrivai alle cosce, iniziando a succhiarle e leccarle, per quanto mi eccitavano: ero preso in quell’incredibile moto di desiderio, quella spinta ad andare oltre, e così la mia lingua si insinuò fino al suo inguine, e iniziare a leccare, succhiare, per provocarla, quindi mi avvicinai ancor di più alla sua figa, ma senza toccarla, perché volevo far venire in lei un desiderio proprio nell’attesa di quel momento.

Quindi, quando mi accorsi che pian piano si stava bagnando ed era già pronta ad esplodere, con un gesto deciso le slegai le mutandine del bikini e, finalmente, ebbi la sua figa di fronte a me: la mia lingua si insinuò dentro di lei, e poi, anche le mie labbra presero a provocarla, perché ormai Novella aveva già perso la testa, e gemeva mentre era su quel lettino, godendo, dicendomi che mi voleva tutto dentro di lei, che era quello che voleva, non potevo non farla godere in quel momento.

Così oltre alla mia lingua, anche con le dita presi a farla godere, spingendole dentro di lei, provocandola con questi gesti che erano ormai irresistibili per Novella: poco dopo, mentre il mio cazzo era bello dritto e duro nel costume, mentre lei era ormai quasi venuta, con una mano mi abbassai i pantaloncini, e con il mio cazzo voglioso fuori, continuai a leccarla, finché finalmente arrivando al clitoride, la feci eccitare in modo tale da farla venire, sentendola affondare le sue unghie sulle mie spalle.

Poi con il cazzo già bello dritto e duro, mi avvicinai a lei, e glielo misi un po’ in bocca: volevo che lo succhiasse così, giusto per prepararlo alla sua figa, e poco dopo, glielo tirai fuori dalla bocca e le dissi di mettersi a pecorina, perché la volevo così. Novella si mise in quel modo e, quindi, mi sistemai dietro di lei e iniziai a spingerlo dentro, con voglia, perché quasi prima mi stava scoppiando nel costume durante quell’attesa incredibile prima di poterlo finalmente mettere dentro quella figa.

Godevo e gemevo, mi rilassavo, mentre spingevo il mio cazzo dentro di lei e, poi, con il pollice la provocavo mettendoglielo in culo, mentre la scopavo e con l’altra mano la schiaffeggiavo sulle chiappe, rumorosamente, perché mi piaceva e mi eccitava: Novella stava diventando sempre più troia, inchinandosi sempre di più e mostrandomi quel bel culo, mentre io spingevo il mio cazzo dentro di lei e godevo, mi sentivo sempre più leggero, e desideravo sempre più la sua figa, per me magnifica.

Novella iniziava a godere di nuovo, ansimando e gemendo, sempre più forte, perché il cazzo a pecorina le piaceva di brutto, e mi incitava a sfondarla, a picchiare senza pietà, perché le piaceva: e così mi lanciai in una lunga e goduriosa trombata, durante la quale continuai a spingerlo sempre più dentro di lei, solleticandole anche con un dito il clitoride, mentre con l’altro, continuavo a trapanarle il culo, sognando di poterla scopare pure lì, perché mi eccitava e non poco l’idea.

Quindi mi feci avanti, dicendoglielo “Novella, posso mettertelo in culo? Lo voglio davvero tanto!!” e lei “vai, mettimelo lì, però, non levare la mano dalla figa, anzi, mettila tutta dentro!”: e così, facendo scivolare il mio cazzo in quel culo, le sensazioni diventarono immediatamente fortissime, facevo quasi fatica a scoparla in culo, per quanto aveva un buco stretto, e la cappella mi regalava sensazioni incredibili, che mi portarono infine a sborrare dentro di lei, mentre la mia mano era quasi tutta in figa.

Novella venne per la seconda volta, in un lungo gemito di piacere, e poi, si lasciò crollare sul lettino, perché era davvero esausta dopo tanto piacere: e anch’io lo, così, mi sistemai sopra di lei, con lei che era rimasta sulla pancia, e continuai per un po’ a scoparle il culo, perché mi piaceva incredibilmente sentirmi stretto dentro di lei…

Davide ha vissuto un’avventura davvero eccitante con la sua trombamica Novella: il suo racconto erotico appassionato è troppo elettrizzante.

Una strafiga in veranda con me, di Davide di Rimini

Prima edizione: Maggio 2016, by Atlantia Media.

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