Una simpatica fighetta in calore che voleva il mio cazzo

Una serata in compagnia di Ali

Erano ormai le sette di sera, e dopo aver sgobbato per tutta la giornata senza tregua, a un certo punto, non avevo voglia di fare nulla: e mentre stavo per chiudere tutto per prepararmi ad andarmene, si è materializzata nientemeno che Ali, una tipa che conosco da una vita e che, con i suoi continui problemi informatici, mi fa sempre venire da ridere, perché alla disperazione alterna la felicità per le soluzioni che riesco sempre a trovare per lei e le sue magagne tecnologiche.

Quella sera, ad Ali si era bloccato il portatile, che non ne voleva più sapere di funzionare per alcuna ragione al mondo: e così, quella sera, con lei ci siamo divertiti a non finire a cercare di trovare un termine esatto per descrivere queste sue difficoltà con i computer, e poi, dopo aver trovato l’ennesima (e per nulla complicata) risposta ai suoi bisogni, nel giro di un quarto d’ora ci siamo poi ritrovati sul punto che, non vedevo l’ora di andarmene a casa per prepararmi alla cena.

Quindi presi sotto braccio Ali, scherzosamente, e le chiesi se volesse trascorrere una bella serata in mia compagnia, magari mangiando qualcosa di buono insieme: e le proposi una bella cenetta a base di pesce. Mi guardò con quel suo volto simpatico, e quindi annuì: aveva voglia di mangiare qualcosa in mia compagnia, soprattutto una bella cena a base di ingredienti così gustosi ed invitanti, perfetti per condividere insieme il piacere di una bella cena conviviale in coppia.

Trombando con lei sulla tavola

Arrivammo quindi a casa, e dopo aver lanciato la borsa e la giacca sulla sedia dell’ingresso, ci avviammo verso la sala, per sederci un attimo e dare il via ad una piacevole serata in compagnia. Le proposi di fare un breve aperitivo, e lei annuì convinta, perché aveva voglia di gustare qualcosa di buono in mia compagnia: preparai un paio di crostini e due flute, per condividere un piccolo aperitivo con dell’ottimo vino bianco fresco, perfetto per queste occasioni in dolce compagnia.

Quindi le dissi che mi sarei messo a preparare la cena, ma mentre mi avviavo verso la cucina, mi sono accorto che pure Ali voleva darmi una mano a sistemare un paio di cose: io le dissi di accomodarsi, perché mi sarei preoccupato io della cena, altrimenti non sarebbe stato tanto galante. Ma lei non ne voleva proprio sapere e, così, muovendosi in modo provocatorio in cucina, ancheggiando, mi disse che aveva anche tanta voglia di divertirsi e di assaporare un po’ di felicità con me.

Mi prese alla sprovvista, abbracciandomi a lei e dandomi un bacio: aveva uno sguardo voglioso, un’espressione da vera troietta in cerca di cazzo, il mio, e pian piano mi inserì le mani nei pantaloni, frugando all’interno per arraffarmi le palle, e poi, dopo essersi data da fare con le dita, si abbassò all’altezza della vita, e si mise a giocare con la sua bocca sopra le mutande, e poi, con le labbra si fece strada anche attraverso quelle, per arrivare finalmente a sbaciucchiare il mio cazzo voglioso di lei.



Se lo prese con voglia in bocca, e quindi, dopo essersi messa ad assaporare la mia cappella con gusto, si sollevò di nuovo da terra, e mi guardò con un’espressione di chi voleva prenderlo tutto dentro: la sollevai, la sistemai sul tavolo, e quindi le levai tutto di dosso, allargandole le gambe, e mi misi subito all’opera, slinguazzando con piacere la sua intimità, inumidendola per cercare di darle le sensazioni più intense possibile, vedendola dimenarsi sul mio desco in attesa di farsi trombare.

Poco dopo quindi arrivò il momento di godere insieme, e dopo aver divaricato ben bene le gambe, si allineò allo spigolo del tavolo, e io, giocando con il mio cazzo a solleticarle a dovere il clitoride, lo feci entrare con decisione dentro di lei, rilassandomi di colpo e capendo che, con lei, sarebbe davvero stata una lunga parentesi di godimento intenso, un modo unico per prepararsi alla cena insieme, arrivando affamati al punto giusto, dopo aver goduto dei piaceri della carne con lei.

Ali iniziò quindi a gemere e a godere intensamente, era già alle prese con delle sensazioni forti, e non desiderava altro che sentire il mio uccello ben dentro di lei, spingere con decisione, senza perdere nemmeno un istante: le spinte erano talmente intense e prolugate, da far diventare quell’esperienza di piacere qualche cosa di unico, un momento perfetto per comprendere come sarebbe stato splendido fermarsi ad assaporare soltanto il piacere del sesso con quella simpatica donna.

Gli ansimi e i gemiti erano ormai intensi da risuonare in tutta la cucina, e il tavolo iniziava ormai a ballare sotto i nostri movimenti: qualche istante dopo, quindi, la feci venire, anche grazie alla lunga masturbazione del suo clitoride, divenuto ormai qualche cosa di rovente. Poco dopo, a forza di spingere, anche il mio cazzo si preparò a godere gli ultimi istanti prima di scaricare tutta la mia carica vitale: e quindi, tirandolo fuori, le riempì di sborra i peli della figa e il suo inguine.

Ci rilassammo un attimo, ormai esausti dal piacere dopo tanto movimento: e quindi la guardai con soddisfazione, dicendole che era stato splendido trombare con lei quella sera, dopodiché mi misi all’opera, perchè era davvero arrivato il momento di preparare cena e gustare qualche cosa insieme…

Una simpatica fighetta in calore che voleva il mio cazzo, di Gil di Genova.

Quando c’è voglia di godimento, non ci sono storie che tengano: si tira fuori il cazzo e si fa godere la gnocchetta di turno, come ha fatto Gil che tra l’altro ci ha raccontato la sua storia hard in modo simpatico.

Prima edizione: febbraio 2016, by Atlantia Media.

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