Tanto divertimento con quella gnocca di Giulia

Quando ho sentito squillare il cellulare, ero quasi contrariato dall’idea di dover uscire un’altra volta per andare da qualche cliente: e in effetti, sul display del mio iPhone, campeggiava come una beffa il nome di una cliente, Giulia, che doveva aver qualche problema con il suo nuovo PC.

Qualche giorno prima, infatti, le avevo procurato una macchina nuova, perché ormai con il suo vecchio portatile non riusciva più a combinare nulla: evidentemente, il cambiamento da un PC all’altro non era stato semplice come prospettato.

Così, quando risposi al telefono, sentii Giulia desiderosa di assistenza: mi chiese di andare subito da lei, perché proprio non poteva continuare a svolgere le sue attività, ed aveva una certa premura di finire alcuni progetti.

Così le dissi che sarei andato subito da lei, perché non volevo che restasse così, nell’impossibilità di svolgere il suo dovere, a causa di qualche difficoltà con il PC. Mi ringraziò già dal telefono, con una dolcezza che era tipica di lei.

Quindi quando arrivai a casa sua, la trovai con un bel giubbino di pelle nero, e una maglietta nera con una bella scollatura che metteva ben in evidenza quelle poppe da desiderare ardentemente: e con il suo sorriso, mi conquistò ancora una volta, portandomi con lei allo scrittoio presente nel salotto di casa sua.

Il PC era lì, acceso, ma che evidentemente era bloccato da qualcosa: quindi lo riavviai, e vedendo che non partiva, cominciai ad usare le combinazioni di tasti. Alla fine, riuscii a vincere la mia battaglia contro questa macchina, e vidi gli occhi di Giulia accendersi di una gratitudine senza limiti. Quindi andò a prendere il portafogli, mi mise di prepotenza 50 euro nella tasca della giacca e, per finire, mi si sedette sulle gambe, dicendomi che l’avevo salvata.

Era già su di giri, Giulia, e guardandole gli occhi mi sono reso conto di quanto avesse voglia di trasgressione e di piacere: così mi avvicinai ancor di più a lei, le accarezzai il volto, e le mie labbra trovarono le sue, subito desiderose di essere baciate, mentre la sua lingua comincia a cercare la mia, e la voglia di lasciarci andare insieme divenne ormai più che irresistibile.

Le levai il giubbottino, mentre continuavo a baciarla, e nel frattempo cercavo il suoi capelli, accarezzandoli, e poi scendevo sempre più su di lei, sfilandole la maglietta nera, e quindi, anche il reggiseno: in pochi istanti avevo le sue tettone giganti tra le mie mani, stringendole voglioso, e poi succhiandole e leccandole con un desiderio irresistibile, che mi faceva già diventare duro il cazzo e desiderare di possedere questa gnocca.

Giulia ansimava già mentre le divoravo i capezzoli senza ritegno, e la sentivo eccitarsi, mentre pure lei mi sfilava il maglione e la maglietta, cominciando a toccarmi i muscoli, vogliosa e desiderosa di altro: quindi le sue mani finirono nei miei pantaloni, e nelle mutande, con le sue dita che cercavano già la mia cappella, scappellandomi l’uccello e giocando a sfiorarlo abilmente con le sue dita vogliose.

Quindi a quel punto mi alzai, la presi di peso portandola sul tappeto, e la sdraiai per terra: le afferrai quei leggings neri che le avvolgevano quel culo e quelle cosce meravigliose, e li sfilai, insieme con quel perizoma che definiva le sue curve così meravigliosamente: e dopo averla spogliata del tutto, mi avventai sulla sua figa pelosa, leccandola con un desiderio irrefrenabile, stimolandola anche con le dita e la mano, sentendola gemere sempre più vogliosa di sesso e di trasgressione.

Continuai a leccare, sentendo che si bagnava, e gustando il suo sapore unico: era sempre più grondante di piacere, e quindi decisi anche di provare a metterle il mio indice nel culo, cosa che gradì senza nemmeno dire una parola: Giulia era già al settimo cielo, e sentendosi il culo penetrato dal dito, mentre la mia bocca si occupava della sua figa, la rendeva sempre più eccitata, facendola ansimare senza sosta e desiderare sensazioni più intense.

Non mi fermai, continuai voglioso a stimolarla, finché la sentii venire e la sua figa si sbrodolò di piacere: ma non smisi di infilarle il dito in culo, perché volevo anche quello. Così lei cercò le mie gambe, sbottonò i miei pantaloni e levò anche le mutande, per poi passarsi il mio cazzo tra le sue labbra vogliose, e subito dopo si ingoiò il mio cazzo voglioso in bocca, facendolo entrare tutto e desiderandolo senza ritegno.

Mentre ciucciava, io continuavo a penetrarle il culo con il dito, e questa cosa la eccitava, la sentivo continuare a gemere con desiderio: quindi dopo averlo ciucciato a dovere, lo fece scivolare tra le sue tette, sputandoci per bene sopra. Cominciò a farlo scivolare in una spagnola provocantissima, stimolandomi sempre più, stringendo quelle poppe burrose attorno alla mia cappella che ormai era in fiamme per lo stimolo ricevuto.

Le dissi che volevo la sua figa, e Giulia se l’allargò, e quindi, guidò il mio cazzo dentro di lei: la scopai a pecorina, sbattendo rumorosamente il mio bacino sulle sue chiappe tonde e vogliose, godendo e sentendola gemere di nuovo, mentre all’indice, nel frattempo, avevo pure aggiunto il pollice. Ormai questa gnocca era pronta a venire, non si tratteneva più, mentre anch’io continuavo a stantuffarla a dovere, senza sosta.

Giulia si lasciò andare per la seconda volta, con le mie dita in culo, mentre il mio cazzo finiva di spingere: e a quelo punto le dissi, “Giuly, mi dai il culo?” e lei “dai, ficcalo dentro, voglio che me lo scopi tu” e io non mi fece pregare. Giulia si allargò il buco mettendosi le mani sulle chiappe, e quando vidi quel buchino accogliente davanti a me spalancato, lasciai scivolare la mia cappella dentro, godendo come un riccio sin dal primo istante.

Era stretta e calda, in culo, e la sentivo gemere tra il piacere e il dolore, mentre io ero ormai al settimo cielo e sentivo che di lì a poco sarei venuto, perché Giulia mi aveva tartassato di piacere con un’intensità unica: mentre le trapanavo quel culo stretto, le afferravo anche le tette burrose, e poi le dissi che volevo venire lì, tra quelle meravigliose poppe morbide e calde.

Spinsi il mio cazzo dentro il suo culo per poco, e quindi, sentii i primi stimoli della sborrata: tirai fuori il cazzo di corsa, glielo passai tra le mani, e le dissi di farmi venire: strinse il mio cazzo tra le tette, e quindi, continuò a giocare con le dita a stimolarmi la cappella, mentre ormai ero pronto a scoppiare di sborra…E la innondai senza riguardi, prendendola in faccia, sugli occhi, in bocca, e sul culo, con uno schizzo che le arrivò tra i capelli.

Giulia gemeva di piacere, mentre io godevo ad alta voce: e quindi si passò un dito sulla sborra, per poi leccarla con le sue labbra ed ingoiare il mio seme. La guardai e subito dopo le misi il cazzo in bocca: ne avevo ancora voglia, e lei pure…

Giulia è un’amante piena di desiderio e di passione, una gnocca che sa bene come far godere il suo uomo. Questo racconto erotico dimostra tutta la voglia di piacere di questa dea del sesso…

Tanto divertimento con quella gnocca di Giulia, di Marco di Milano

Prima edizione: Febbraio 2018, by Atlantia Media.

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