Chantal la figa

Quella figa di Chantal non poteva che farmi stragodere di brutto

Tra tutte le ragazze della comitiva, una in particolare che mi colpiva era sicuramente Chantal, una bella tipa bionda che, con quel suo modo di sorridere e di guardare alla vita di tutti i giorni, mi sembrava desiderasse di comunicare sempre tanto buon umore e, soprattutto, un desiderio unico di vivere ogni istante con la giusta intensità, senza tralasciare nemmeno un’occasione per sorridere e gioire delle cose più belle di tutti i giorni.

Non era solita bere più di quel tanto e, anzi, molto raramente si lasciava andare con gli alcoolici, altrimenti, si limitava a bere una coca o anche dell’acqua gassata: ciò che la rendeva però così tanto interessante, almeno ai miei occhi, era senz’altro quel suo portamento elegante da tipa sempre in perfetta forma, che non si lasciava mai andare, e che metteva sempre ben in evidenza le sue caratteristiche migliori anche a livello fisico.

Con quel suo modo di guardarmi, di tanto in tanto, mi stupiva e, al tempo stesso, attirava anche la mia attenzione: soprattutto, quando sorrideva divertita, alle mie battute, e cercava sempre il modo di continuare in modo divertente la serata, aggiungendo alle mie ironie anche le sue, creando in questo modo i presupposti perché il nostro divertimento non venisse mai a mancare in alcun momento, come in un contagioso gioco.

E la sera che la vidi arrivare con quella bella maglietta attillata e quella nuova capigliatura, Chantal mi ha fatto subito eccitare, al punto tale che non desideravo altro che incontrarla, più tardi, da soli, perché desideravo proprio provarci una volta per tutte, e riuscire a farmela, da tanto mi attizzava e da tempo accendeva in me dei desideri irresistibili di conoscerne le più belle fantasie intime in qualche luogo speciale tutto per noi…

Chantal succhiava veramente da troia

Quella sera, anche lei sembrava abbastanza ben predisposta all’idea di lasciarsi andare alle mie lusinghe, per quanto sorrideva e mi guardava piena di interesse, soprattutto, dopo che ridendo e scherzando, le ho detto che l’avrei portata ovunque, per renderla felice quella sera: lei mi prese in parola, e mi disse che avrebbe voluto vivere una serata differente, magari andando a vedere il panorama verso il mare, in qualche angolo sperduto.

Ci avviammo con la mia auto, con lei che sorrideva e mi guardava con quell’aria vogliosa, ma al tempo stesso misteriosa, che sembrava non mostrare alcun tipo di emozione in modo troppo lampante: e così, dopo aver parlato e scherzato, la portai in un luogo dove, già in passato, ero riuscito a conquistare i desideri delle mie compagnie femminili, e far sì che si lasciassero andare ai miei desideri senza troppe resistenze

Quando Chantal vide quel luogo, lo guardò estasiata, e mi disse che non lo conosceva, e che avrebbe voluto trascorrere qualche ora in completo relax con me, lontano da tutto e da tutti: capii subito che era il momento giusto per approcciare, al che, le dissi apertamente che lei mi piaceva, e che avrei voluto fare sesso con lei, perché ero preso da un’attrazione fisica a dir poco irresistibile, considerando quanto lo trovavo affascinante.

Lei mi guardò e sorrise, disse che aveva capito quanto lei mi piacesse, però, quella sera non avrebbe voluto spingersi fino a quel punto, ma si sarebbe limitata a farmi un pompino indimenticabile, se l’avessi voluto: e io la guardi voglioso, al che, mi rispose sorridendo ed annuendo, facendosi strada con le sue manine tra i miei pantaloni, cercando il mio cazzo, perché diventasse il suo oggetto del desiderio più grosso e forte che potesse sognare.

Nel momento in cui affondò le sue labbra sotto la mia cappella, mi sentii quasi rapito in un moto di leggerezza, quasi come se fossi sollevato da tutte le preoccupazioni e da ogni cosa negativa: la sua lingua disegnava improbabili leccate al più caldo dei gelati che poté gustare in vita sua, e che mai per nulla al mondo avrebbe mollato, se non prima che si fosse ben cosparso di panna da gustare, perché il suo era un desiderio irrefrenabile di farmi venire.

Andò avanti a provocarmi, socchiudendo le labbra, e facendole scorrere su e giù, notando che di tanto in tanto la punta della cappela mi si bagnava per quanto mi eccitava: la cosa le piaceva talmente tanto che, guardandomi con quell’espressione furba e vogliosa, mi sorrideva dicendo che capiva esattamente quanto mi piacessero le sue fantasie erotiche, e che non si sarebbe mai fermata mai, se non di fronte alla mia sborrrata.

Le dissi di succhiarlo sempre più a fondo, di inghioarselo, e di trastullarlo senza pietà, perché era tutto per lei: mi prese in parola e iniziò a far satellitare la sua lingua e la sua bocca attorno al mio cazzo in fuocato, succhiandolo e massaggiandolo in tutti i modi possibili, finché, vedendo che ero quasi pronto per venire, rallentò il ritmo, quindi riprese di nuovo, e per finire mi segò con un’intensità tale che quando venni le sborrai la bocca e la faccia.

Chantal mi guardò, soddisfatta, e si passò la lingua sborrata tra le labbra, come una che sapeva esattamente cosa volesse dire spompinare a dovere un cazzo: e mi disse che me ne avrebbe fatti tanti di pompini, qualunque cosa sarebbe successa al mondo…

Che gnocca Chantal, una vera amante dell’erotismo che riesce a condividere le più belle sensazioni con il suo amante Claudio: e che racconto erotico ne è nato da questo incontro di voglia di godimento!

Chantal la figa che lo voleva sempre in bocca, di Claudio di Matera.

Prima edizione: aprile 2015, by Atlantia Media.

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