Il master dei miei sogni

Lo avevo conosciuto in una chat

Oramai era da un po’ di tempo che ero entrata a fare parte del gruppo chat bdsm e mi divertivo a chattare e conoscere questo mondo. Mi affascinava l’idea di essere una schiava di un padrone e mi eccitavo pure al sol pensiero che potesse esserci una persona pronta ad infliggermi dei colpi per comandarmi a bacchetta.

Fino a quel giorno non avevo incontrato mai nessuno, ma visto che oramai mi sentivo pronta, avevo deciso di incontrarmi con Fabio, un master che – a quanto si diceva – aveva istruito tante schiave nel suo lussuoso appartamento di periferia. Fabio era un uomo discreto, occhi scuri e muscoli messi nel punto giusto. La cosa che mi aveva colpito di più di Fabio, però, era senz’altro la sua voce profonda e sensuale.

Quella giornata arrivata nella sua casa, mi accolse dapprima in salotto, dove mi fece accomodare su un divano rosso; mi offrì una tazza di caffé e mi chiese se ero davvero al mio agio ad essere lì. Io senza indugiare troppo gli dissi di sì e allora alzandosi dal suo divano mi disse, allora sei pronta per scoprire la mia prima stanza.

Mi fece strada attraverso quel labirinto di camere – tutte con la porta rigorosamente chiusa – e poi né aprì una: al suo interno c’era una tavola di legno e degli accessori piazzati sulla parete. Frustini, manette ed un legnetto di bambù…questi erano gli strumenti che ero riuscita a vedere non appena entrata nella stanza, ma in realtà non mancavano neppure altri oggetti come corde e bende.

Mi piazzai nel centro della stanza e così iniziò a guardarmi e mangiarmi con gli occhi, girando a torno il mio corpo; dopodiché, mi chiese di spogliarmi e di rimanere solo in intimo.

Io feci proprio come mi chiese e rimasi solamente con i miei slip in pizzo di colore bianco e con il mio reggiseno privo di imbottitura e decorato con merletti floreali. Intanto lui aveva afferrato il sottile bastoncino di bambù e lentamente mi si avvicinò.

La sua stanza bdsm era piena di giochi

Sentivo il suo fiato farsi sempre più vicino e non appena fu abbastanza vicino a me, mise il bastoncino tra le mie gambe, facendolo salire lentamente lungo la mia gamba e la mia coscia. Sentivo un brivido lungo la schiena e non immaginavo neppure che cosa potesse accadere subito dopo; Fabio sapeva farci e voleva sicuramente mettermi alla prova, quindi ritirò il bastoncino verso di lui e poi iniziò a schiaffeggiarmi il culo, fino a quando non divenne rosa accesso.

In quel momento, dunque, decise di fermarsi e mi chiese di togliermi tutto il resto che avevo indosso. Dopodiché, mi fece stendere sul tavolo di legno: era freddo e duro ed oramai sentivo anche i miei umori correre lungo la mia figa. Desideravo ardentemente essere penetrata, ma non potevo certamente decidere io la mossa del mio master.

Quindi, fissò i miei polsi e le mie caviglie alle estremità del tavolo per tenermi ferma e poi afferrò e poi iniziò a solleticarmi con una piuma. Giocò dapprima con i miei capezzoli turgidi e poi fece correre lungo la mia pancia la piuma, per poi sfiorare il mio piccolo cespuglietto che copriva la mia passera.

A quel punto, sobbalzai leggermente dal tavolo ed ansimai più forte. Fabio, essendosi accordo del mio stato eccitato, non voleva subito farmi raggiungere l’orgasmo e dunque si scostò subito. Distante dai miei occhi, poi, ti tolse i pantaloni, la maglia e gli slip, rimanendo completamente nudo; successivamente, salì sulla tavola, si chinò a mo’ di ranocchio e mi infilzò in gola il suo cazzo quasi facendomi strozzare.

Il suo cazzo era enorme, non entrava comodamente nella mia bocca – forse era un po’ piccola per la sua attrezzatura – ma lui non si perse d’animo e subito iniziò a scoparmi la bocca con movimenti decisi e netti. Lo sentivo spingere sino in fondo e risalire su, scendere di nuovo e stuzzicare tutto il palato facendo leggermente colare il suo nettare. Io oramai iniziamo a divincolarmi, ma lui continua imperterrito e ad un certo punto si posizionò meglio su di me e posò la sua faccia sulla mia figa.

A quel punto pensai tra me e me “finalmente”, ma lui non mi diede neppure il tempo di continuare a pensare e già mi stava sfondando nuovamente la bocca con il suo pisello e mi stava succhiando dannatamente il mio clitoride. Sentivo anche la sua barba, leggermente corta, pungere il mio pube, ma l’attenzione era certamente incentrata sul mio clitoride. La mia passera oramai colava di umori, li sentivo addirittura sin dietro al buco del culo, e stavo quasi per scoppiare.

Anche lui era oramai pronto e dopo un mio gridolino, stacco il suo pisello dalla mia bocca e mi spruzzò in faccia con tutta la sua abbondante sborra. Fui inondata dal suo fluido e mi chiese, poi, di ripulirgli il cazzo da quello che era rimasto lì sopra. Senza dire niente, iniziai a leccargli la punta della cappella e poi il buchino in cima.

 

I giochi, però, non erano certamente finiti lì. Fabio decise di staccarmi dal tavolo e di condurmi – tutta nuda- nella stanza a fianca che rimaneva comunque all’interno della medesima camera. Qui dentro cerano corde di ogni tipo, bavagli e chi più né ha ne metta e lui aveva già in mente che cosa dovevo fare lì in quella stanza; senza perdere troppo tempo, legò ai miei polsi due corde che calavano dal soffitto e mi fece mettere con le spalle rivolte verso di lui.

A quel punto, dunque, venne dietro di me e mi fece leggermente chinare in avanti, così da avere a portata di cazzo sia il mio culo che la mia figa. Non avevo ancora capito che cosa volesse fare, ma da li a poco l’avrei certamente capito.

Afferrò un ovulo vibrante da ano e me lo mise lì dietro, facendomi saltare per aria. Non bastandogli quel gioco, però, decise di riporre da parte il sex toy e mi spinse ancora di più in avanti, facendomi tendere le braccia ancor di più, e poi iniziò a puntarmi di nuovo il cazzo nella figa.

Non ne aveva avuto abbastanza prima con la mia bocca e quindi iniziò a scoparmi anche nella figa. Le sue spinte erano decise e le sue mani sui miei fianchi erano imponenti, proprio con il suo cazzo nella mia passera. Lo sentivo dentro di me sempre più prepotentemente e spingeva sempre più forte, sempre più forte, fino a quando non ho sentito la sua sborra calda colare dal buco della mia figa.

A quel punto, dunque, Fabio si scostò e mi disse che ero pronta per essere una delle sue schiave, a soddisfare tutte le sue voglie da master. Ed io, da vera schiva, gli dissi “Certo mio padrone!”

Quanti schiaffi in culo dovrebbe dare un buon padrone? Alessandra non ce l’ha detto, ma il suo racconto erotico è veramente eccitante lo stesso.

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Il master dei sogni, di Alessandra di Milano

Prima edizione: settembre 2016, by Atlantia Media.

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Una risposta a Il master dei miei sogni

  1. Tony dice:

    Buongiorno
    Sono un quarantenne calabrese che lavora su navi da crociera come ufficiale Costa. Magari ne avete già fatta qualcuna. Mi reputo una persona abbastanza seria ma soprattutto molto riservata con priorità assoluta a educazione e rispetto reciproco. Mi piace la donna che veste bene elegante vedo non vedo. Donna di classe e insospettabile ..in una situazione con garbo e gusto!  Per i prossimi mesi mi trovo a roma…zona casal bertone, mi farebbe piacere conoscervi anche x caffe'.  Oppure anche se fate crociere potrebbe essere una cosa diversa…intrigante! Poi ci sarebbe possibilità di visitare la nave come miei ospiti piu o meno x mexxa giornsta nei porti di Venezia Savona dove capito spesso.Se dovesse nascere qualcosa deve succedere spontaneamente da entambi le parti. Le cose forzate non servono a nessuno …nulla x me è scontato come credo per voi!
    Disposto a mandare foto.
    In attesa di un vostro gentile riscontro vi auguro buona giornata
    magicoantonio@yahoo.it

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