Il culo divino della Roby

Una tipa che era lesbica dichiarata

Quando con qualcuno del gruppo si finiva a parlare di ragazze e di fighette, la maggior parte di noi non perdeva l’occasione per raccontare di Roby, una tipa particolarmente affascinante e simpatica, che per tutti era la ragazza di Francesca: con grande rammarico, pensando a Roby, ci si diceva di quanto il mondo potesse essere ingiusto, mettendo una stragnocca del genere nelle mani di una lesbica, privandoci delle nostre giuste e sacrosante ambizioni in fatto di figa.

Pensare a quanto ci morivamo appresso a questa bellissima ragazza, così perfetta nel suo fisico sportivo, e allo stesso tempo, anche così simpatica e disponibile, aperta e pronta a scherzare con noi, ci rendeva sicuramente un po’ tristi, e in particolare, pure io ci rimanevo sempre di merda quando rimuginavo su questo aspetto, finché poi, a un certo punto qualche dubbio si è manifestato nella mia mente circa queste tendenze di Roby e sul fatto che in realtà non fosse poi solo lesbica.

Un pomeriggio di questo mese, infatti, ci siamo ritrovati a ridere e scherzare su alcune cose insieme con questa simpatica ragazza, e così di punto in bianco, quando poi siamo rimasti soli, e il discorso si è spostato sul sesso, le cose sono diventate più interessanti: in effetti, quando il discorso è diventato esplicito, e io le ho chiesto di ciò, lei mi ha risposto che, in realtà, non è che le dispiacesse nemmeno un bel cazzo duro e caldo, di tanto in tanto.

… ma che aveva anche una passione per il cazzo

Sentendo quelle parole, il mio è cresciuto immediatamente nei pantaloni, rigonfiandomi i jeans: Roby se ne è accorta, e scherzando, mi ha detto che il mio era proprio il prototipo di cazzo che non si sarebbe mai lasciata sfuggire, considerando come mi gonfiava per bene i pantaloni. Allora io le ho detto che poteva gustarselo, perché per quanto mi piaceva, non avrei potuto rinunciare ad un’occasione simile, trombare con lei, alla faccia di tutti gli altri gelosi e desiderosi del suo sesso.

Roby mi guardò, e mi disse che ora era tempo di un bel pompino, perché lo voleva proprio in bocca: le allungai il mio cazzo e, nel prenderlo, se lo guidò tra le labbra con un desiderio fervente, irresistibile, considerando come se lo spompinava con voglia, e me lo diceva chiaramente, alternando spompinate a parole da vera troia, che le piaceva il mio cono gelato, che si leccava come se fosse del suo gusto preferito, andando poi a fondo con la sua bocca vorace e magnifica.

Io mi abbandonavo alle sue attenzioni, e mi piaceva incredibilmente sentirla spompinarmi il cazzo, proprio perché il suo modo di muoversi su di me, era da vera maiala: mi guardava con i suoi occhi vogliosi, poi, si chinava sul mio cazzo, lo leccava, se lo portava in bocca, lo tirava fuori, riprendeva a passarselo tra le labbra e la lingua, come se fosse una torcia infuocata, un vero e proprio trofeo, quello perfetto per una figona come Roby, che non lo vedeva da un po’ di tempo.


Poi si voltò, come una gatta, e quindi girandosi, mi disse che ora voleva mettermela in faccia: io non vedevo l’ora di vedergliela, di poterla toccare, leccare, sentire tutta. Roby aveva una figa meravigliosa, di quelle che invogliava proprio a stare a leccarla, come del resto, il suo culetto ben equilibrato suggeriva una certa voglia di esplorare il piacere, mi spingeva a volerla leccare tutta, mordichiarla, e sentire quelle che erano le sue reazioni di fronte a queste mie attenzioni vogliose.

Quindi iniziai ad avvicinarmi al suo culetto, e la mia lingua si mise a giocare proprio lì, su quell’ano, che io desideravo tanto sfondare, per trombarmi quella fighetta in culo, visto che mi piaceva l’idea di scopare con Roby, magari un po’ davanti e un po’ dietro, alternando a seconda delle nostre voglie le stantuffate, che sarebbero state senz’altro forti, soprattutto con una bella fighetta come lei, che sembrava non aspettare altro che il mio cazzo, come una cosa magnifica da assaporare.

Quella bella gnocca di Roby si sistemò davanti a me, e quindi, si allargò la fighetta e mi montò sopra, cavalcandomi piano piano, ansimando e gemendo, perché non era abituata a prenderlo: le piaceva da morire, però nello stesso tempo, non voleva darlo completamente a vedere, sebbene io, provocandola e chiedendole e dicendole che le piaceva, che era quello che voleva sentire dentro di sé, le feci dire apertamente che il mio cazzo era per lei qualcosa di paradisiaco, che la faceva ammattire.

Sentire le sue chiappe rimbalzare su di me, e fare quel bel rumore, mi eccitava a più non posso: e sentire nello stesso tempo la sua figa calda avvolgere il mio cazzo, mi faceva altrettanto perdere la testa, finché le chiesi di scoparmi con quel suo culetto divino. Mi disse che non sapeva se potesse essere un’esperienza davvero piacevole, ma poi, di fronte alla mia notevole insistenza, questa bella gnocca finì per cedere sotto le mie pressioni e si fece convincere a farsi fottere dietro.

Mi si sedette sopra, e con una delicatezza incredibile, lo fece scivolare nel suo culo: era meravigliosa, scopava benissimo anche con il suo culo, e vederla trombare con passione anche in quel modo, mi levò il fiato. Nel frattempo continuai a sditalinarla, perché volevo che godesse, e sentirsi la figa stimolata mentre il cazzo era in culo, la fece eccitare di brutto, con il risultato che dopo circa un paio di minuti si lasciò andare, facendo una squirtata pure sul mio dito.

Io le sborrai in culo, provando una sensazione meravigliosa: Roby mi aveva scopato in modo impeccabile, facendomi sentire cosa volesse dire fottere il cazzo con passione, da bisex, che non sapeva rinunciare alla sua compagna, ma altrettanto, non poteva fare a meno del mio uccello.

Non tutti i culi sono splendidi come quello della Roby: Paolo, continua così e inviaci nuove storie hard con tipe così eccitanti.

Il culo divino della Roby, di Paolo di Novara.

Prima edizione: marzo 2016, by Atlantia Media.

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