Una culona da sfasciare in terrazza

Un bel pomeriggio di questo mese, mentre non avevo proprio un cazzo da fare, mi ero fermato a pensare a come avrei potuto trascorrere il tempo in modo piacevole, trovando qualche attività interessante da fare, per non restarmene tutto il giorno a guardare la televisione.

E così, dopo aver sistemato quelle poche cose che avevo messo in disordine per preparare da mangiare a mezzogiorno, mi son deciso per andarmene a fare un giro fuori città, per prendere nota dei paesaggi e magari fare delle foto.

Sulla strada verso Rosolina, essendomi venuta sete, mi sono quindi fermato in un bar per gustarmi qualcosa di fresco e tirare un po’ il fiato, anche perché non è che avessi tutta questa fretta nel raggiungere la mia meta e, trascorrere un po’ di tempo parlando con qualcuno, sarebbe stato davvero piacevole.

Nel bar in cui mi ero fermato, però, non è che ci fossero tantissimi avventori e, anzi, ero proprio l’unico cliente di quel pomeriggio ozioso, in cui pure la barista se ne stava allegramente vestita con un vestitino leggero, anche grazie alle temperature delle ultime settimane davvero piacevoli per il periodo.

Alessia mi ha accolto nel suo bar sorridendomi, raccontandomi un po’ di lei e di tutte le sue abitudini, quasi come se volesse confessarsi con un viandante di tutte quelle noiose routine di paese che una ragazza come lei non poteva forse più accettare, e non vedeva l’ora di poter affossare una volta per tutte, andando a vivere in un contesto decisamente più vivace rispetto ad un piccolo centro di provincia privo di quanto potrebbe piacere a una giovane donna.

Quando le dissi che ero diretto a Rosolina, e che venivo da Padova, Alessia disse “beato te, ma sai che ti dico? Se vuoi un po’ di compagnia, me ne vengo pure io con te…tanto qui oggi è un mortorio…non che gli altri giorni sia diverso, per carità…” e quindi, dopo aver spento le luci e le macchine, tirò la porta dietro di sé e mi seguì all’auto, dicendomi che non sarebbe stato male trascorrere un bel pomeriggio a guardare i panorami e fare foto, considerando come nel bar fosse tutto sempre così noioso ed uguale.

Dopo esser salita in macchina, Alessia prese quindi a parlare mentre ci dirigevamo verso la nostra nuova meta e, tra una parola e l’altra, mi accorsi di come le sue belle tettone gonfie, da sotto il vestitino, sembravano ammiccare nella mia direzione, come a volermi conquistare e a suggerirmi di dare loro una bella palpata, magari anche giocandoci in altro modo. Sulle prime, non mi lasciai andare ad un gesto simile e, anzi, mi contenni, pensando che se avessi fatto una cosa simile, Alessia come minimo mi avrebbe dato un ceffone.

Ma quando mentre stavo guidando, dopo essermi un attimo assorto sulla strada tra una chiacchiera e l’altra, sentii la sua mano tra le mie gambe, ebbi come un sussulto, e lei rise di gusto dicendomi “non ti piace l’idea che la mia mano possa divertirsi a fare la birichina con il tuo bel cazzo? Sai come me lo gusterei subito, anche mentre stai guidando, perché non è davvero male come uccello il tuo, mi sembra davvero grosso abbastanza per sfasciarmi bene sia davanti sia di dietro, perché sai che a me piace anche dietro il cazzo?

Quella sua ultima rivelazione ebbe su di me una reazione a dir poco esplosiva, perché mi sentii proprio indurire l’uccello su quelle parole, e le dissi a quel punto “non sarebbe male che mi facessi vedere come sai far godere, davvero, non mi dispiacerebbe per nulla poter testare la tua capacità di ciucciare e di scopare il cazzo, perché credo che hai tanto da dire al riguardo, con quelle gambe e quelle labbra, e quelle tettone così abbondanti che reclamano proprio un bel membro da stuzzicare a dovere, non pensi?”

Alessia annuì sorridendo, e quindi, giunti quasi a destinazione, ci fermammo in uno spiazzo dove c’era proprio il luogo giusto per divertirci, e così, questa simpatica e focosa barista si sollevò il vestitino e, guardandomi con quella faccia da vera troia, si lasciò andare e si spogliò, andandosi a sistemare per terra, mostrandomi quel suo bel culone abbondante di profilo, con la sua figa rasata per bene, e facendomi desiderare di trombarla a dovere, anche dietro, proprio perché volevo sentire il mio cazzo stretto in quel buchino caldo.

La barista si mise a spompinarmi allegramente il cazzo, giocandoci con una passionalità che mai avevo visto in precedenza in una ragazza della sua età, proprio perché questa gnocca ci metteva anima e corpo in quel sesso orale che faceva, cercando di suscitare probabilmente in me quel desiderio di essere fottuto a dovere, di sentire la sua bocca ingoiare il mio capocchione, assaporarlo tutto senza alcun freno, proprio perché bello duro e caldo, il mio cazzo reclamava davvero le attenzioni di una tipa desiderosa di trasgressione e di piacere.

E quando vidi Alessia sdraiarsi di nuovo, e allargarsi il buco del culo a sufficienza per riuscire a prendersi tutto il mio uccello dentro, appena appoggiai la cappella e la sentii scivolare dentro, ebbi come un sussulto di piacere, mi sentii subito fremere e ebbi dei brividi di piacere, sentendo la cappella stretta, e poi, sentirla andare sempre più in fondo, come se non ci fosse una fine, scopando quella meravigliosa via del godimento con una lentezza eccezionale, facendo scendere quel pistone infuocato in quel culo decisamente appagante per le sensazioni offerte.

Alessia godeva in culo, le piaceva, e mi diceva di esplorarla sempre più giù, di non fermarmi mai, perché voleva avere un orgasmo, e godendo per come lo spingevo dentro, mi pregava anche di godere del suo corpo, mi diceva che voleva essere la mia troia e che non mi sarei mai dovuto fermare, almeno fino a sborrarle dentro, liberando il mio carico di vita e di piacere in uno schizzo lungo e caldo, che l’avrebbe gratificata ulteriormente del modo in cui la scopavo, che le piaceva davvero tanto.

Dopo un minuto di quelle intensissime sensazioni, mi lasciai andare a la riempii di sborra, gemendo come un porco, sapendo che avevo raggiunto il massimo del piacere con quella trombata nel bel mezzo della natura, con una barista troiona e vogliosa di trasgressione…

Lo voleva troppo dentro, e Bruno non si è tirato indietro: l’amico della community ci ha inviato un racconto erotico stupefacente in ogni sua frase.

Una culona da sfasciare in terrazza, di Bruno di Padova

Prima edizione: Ottobre 2017, by Atlantia Media.

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