Le voglie irresistibili di Greta

Greta, una tipa simpatica

Quando andavamo a cena insieme, il venerdì sera, in quella pizzeria in cima al paese, trovavamo sempre una ragazza dalle tette veramente abbondanti, dai capelli neri, che ci serviva con simpatia e intrattenendoci con i racconti della sua quotidianità.

Era impossibile non restare a chiacchierare con lei, almeno per qualche minuto, proprio perché con la sua simpatia e la sua loquacità riusciva a mettermi sempre a mio agio, e talvolta anche spingendomi pure a scherzare con lei sulle cose più impensabili ed imprevedibili.

Non era diciamo la tipa più figa di questo mondo, considerando comunque che non era molto in forma, ed anzi, ciò che forse più colpiva di lei, era quella sua faccia un po’ da troia, capace di sorridere e di provocare con quei suoi occhi sempre accesi di una strana voglia.

Come quella sera in cui, andando con la nostra compagnia a mangiar fuori per festeggiare degli importanti risultati di lavoro, l’avevo trovata accogliente più che mai, un po’ su di giri, e vestita scollata al punto giusto, deliziandomi con quelle sue belle tettone abbondanti.

Sin dal primo sguardo tra di noi, quella sera, avevo capito che sarebbe successo di molto piacevole ed indimenticabile: lei sorrideva ogni volta che incrociava il mio sguardo, e non perdeva tempo per rivoltarsi, riguardarmi, e cercarmi continuamente con il suo sguardo provocante.

Così quando ero passato di fronte al balcone per andare al bagno, passando per il corridoio davanti alla cucina, Greta era venuta proprio nella mia direzione e, ostruendomi volontariamente il passaggio, mia aveva sussurrato in un orecchio che stasera aveva voglia di cazzo.

Era forse anche un po’ brilla, ma ripeteva che voleva godere con me quella sera, e che mi trovava irresistibile con quei jeans stretti al punto giusto, che la facevo sbavare ogni volta che mi alzavo e non riusciva a levarmi gli occhi dal culo, sognando di averlo tutto per lei.

Aveva già con sé i profilattici

L’avevo proprio di fronte a me, e sorridendo, le dissi che stasera ci saremmo divertiti un po’, certo, ma soltanto se fossimo stati sicuri di non essere presi da qualcuno, perché non avevo proprio voglia di farmi sgamare a trombare con lei, e magari di avere casini per una cosa simile.

Dopo essere andato al bagno, uscendo per ritornare al mio tavolo, dissi a Greta di pazientare un po’, che ci saremmo fatti una bella trombata dopo, quando il locale si svuotata: e lei mi disse di essere d’accordo, e che avremmo fatto proprio così per spassarcela senza avere problemi.



Alla nostra tavola, poi, verso le dieci e mezzo alcuni se ne andarono, perché avevano degli altri impegni, e restammo così soltanto io e un mio amico: al che, a un certo punto, d’intesa con lo sguardo di Greta, mi son alzato dicendogli che sarei andato un attimo al bagno che mi era venuto un leggero mal di pancia.

Proprio di fronte alle scale per raggiungere il bagno, dove nessuno poteva vederci, Greta era già ferma da circa un minuto: era la sua pausa, e come di consueto, si stava avviando verso il terrazzino per andare a fumare una sigaretta, nel suo quarto d’ora di relax lontano dai clienti.

Mi disse quindi di salire le scale insieme, perché di sopra c’era il bagno di lei e delle sue colleghe, e soltanto le cameriere donne potevano entrare lì: così, una volta giunti al piano superiore, mi prese per mano, mi guidò là dentro, e tirò subito fuori dalla sua borsetta un bel profilattico.

Era già pronta a farsi trombare per bene, e in effetti, cercò subito il mio cazzo nei jeans, frugando con desiderio, finché lo trovò e se lo portò subito alla bocca: il contatto con quelle labbra vogliose e umide, mi fece godere sin dal primo istante, e con una mano, spingevo la sua testa a me.

Lei continuò a pomparmelo, e lo voleva tutto per lei, ma poi, mi disse che voleva a tutti i costi trombare con me, perché aveva bisogno di rilassarsi, ma lo voleva fare in fretta, perché altrimenti qualcuno si sarebbe insospettito della sua assenza per troppo tempo.

In realtà, erano soltanto quattro minuti che eravamo in quel bagno, quando con le sua labbra vogliose mi srotolò il profilattico sul mio cazzo voglioso, e si spostò le mutande: aveva soltanto una gonna quella sera, e quindi, mi sembrava che avesse già studiato ogni cosa prima…

Mi saltò letteralmente sul cazzo, e si fece sfondare la figa godendo subito come una troia, desiderando farsi trombare di più: e mentre diceva di voler essere la mia troia a tutti i costi, le strinsi i fianchi e iniziai a guidarla con un ritmo sostenuto sul mio cazzo, godendo sempre di più.

Lei si lasciava fare, e anzi, voleva che fossi io a mantenere il comando della situazione, dicendo di farla godere come una troia, e di non farmi tanti problemi a spingerla con forza sul mio cazzo, perché aveva voglia di me, e ansimava sempre di più dal godimento intenso.

Prima che venissi, le dissi che avrei voluto che me lo succhiasse senza profilattico, ingoiando la mia sborra: Greta sulle prime sembrava poco convinta, ma poi, forse anche perché godeva come una troia, si sollevò e, dopo avermi sfilato il preservativo, lo prese in bocca.

Lo succhiò con una intensità tale che, dopo nemmeno un minuto che ce l’aveva in bocca, le scaricai dentro tutta la mia sborra, che lei ingoiò soddisfatta, mentre sulla faccia aveva ormai un’espressione da vera cagna in calore, vogliosa di trombare e di farsi sfondare ancora di più.¨

Arrivò quindi la sua amica Jennifer, che le disse attraverso la porta che doveva andare al bagno: ci rivestimmo in tempi lampo, e quando aprì, le due si misero a ridere insieme, con Jennifer che le disse che allora era riuscita nell’intento di farsi una bella scopata con me.

Il racconto di Ste di Como:

“Mi son divertito veramente tanto con questa tipetta piena di voglia di scopare: e la cosa che mi è piaciuta di più, è sicuramente l’aver trombato in quel cesso del ristorante! Da rifare assolutamente!!”

Oltre a darsi da fare tra i tavoli, una del genere deve davvero darci dentro anche con il cazzo, smanettandolo a dovere per dare piacere al fortunato di turno.

Le voglie irresistibili di Greta, di Ste di Como.

Prima edizione: febbraio 2015, by Atlantia Media.

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Una risposta a Le voglie irresistibili di Greta

  1. Alessandro dice:

    Mi piace tantissimo questo racconto! Grazie!

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