Alé, la barista piena di gioia

Una barista veramente simpatica

Con l’arrivo della primavera, i nostri incontri serali per trascorrere un po’ di tempo in giro tra amici sono più frequenti del solito, e soprattutto, sono sempre un’occasione per conoscere nuove persone e nuovi posti, un po’ come l’ultimo bar in cui andiamo da qualche tempo a questa parte.

È uno di quei locali belli alternativi, dove la birra non manca, dove si può fumare alla grande e, soprattutto, dove le persone sono fuori degli schemi: ce n’è una in particolare, una barista, che io trovo sia a dir poco fighissima, e questo per tantissime ragioni differenti.

Ha dei capelli castani lunghi, lisci, ed ha degli occhi verdi troppo esaltanti: e poi, con le sue sopraciglia finissime e quel suo sguardo tra il rapito dagli alieni e il fantasioso, ogni volta mi affascina in una maniera incredibile, invitandomi a fantasticare e non poco.

Quando ci serve, è sempre così gentile e piacevole, che sembra quasi che ci conosca da una vita: si fa chiamare Alè, ed è veramente affascinante, sia come barista sia come persona, considerando che non manca mai di mettersi dei bei jeans stretti o anche gli immancabili legging neri.

Un culo rotondo al punto giusto

In entrambi i casi, mette sempre delle magliette corte al punto giusto, proprio per permetterti di apprezzare – e non poco – il suo bel fondoschiena, pieno al punto giusto, e messo ben in risalto dai suoi movimenti tra i tavoli e il bancone, con qualche sosta talvolta al nostro tavolo a parlare.

Questa sera, però, non è di turno e quando arriva al bar – noi siamo già lì – ha una bella maglietta a righe e i suoi immancabili legging scuri, che le fasciano il culo in un modo unico: appena la vedo entrare, la saluto e la invito a bere qualche cosa con noi, e lei si ferma.

Parliamo del più e del meno e, a un certo punto, io mi alzo per andare al bagno: mi accorgo con la coda dell’occhio che mi fissa il culo, mentre mi muovo verso il corridoio, e pure lei con una scusa sento che si alza, dicendo di andare a salutare degli amici che sono in terrazza.

Per raggiungere il bagno, bisogna salire un paio di rampe di scale, e poi c’è anche un piccolo sgabuzzino: mentre sto per raggiungere il primo pianerottolo, mi accorgo che Alè sta salendo le scale dietro di me, così, mi fermo e le dico che se vuole può passare lei prima di me.



Senza dirmi nulla, mi afferra per la mano, spinge la porta e mi trascina dentro: mi mette la sua lingua in bocca, cerca la mia, e inizia a provocarmi in tutti i modi possibili, sfiorandomi il cazzo e sussurrandomi parolacce e desideri di ogni tipo nelle orecchie, eccitandomi a più non posso.

In un paio di istanti mi sfila la cintura, mi abbassa i pantaloni, mi mordicchia il cazzo e facendolo sgusciare dalle mutande, mi fa un soffocone irresistibile, talmente voglioso che sento i rumori della sua bocca e della sua lingua mentre ingurgita vogliosa il mio palo infuocato.

Io non sono da me, e la spingo a me con tutta la forza, mentre lei inghiotte il mio cazzo fino alla gola e vorrebbe prendersi anche le palle: e mentre sto per venire, lo sfilo dalla sua bocca per spruzzarle tutta la mia sborra tra occhi, naso e bocca, e la vedo eccitata più che mai.

Una bella trombata con Alé

A questo punto, mi sputo su una mano, che le infilo da dietro tra le mutande, e vado a cercare il suo buco del culo: lo stimolo a più riprese, e quando è ormai desiderosa di farsi fottere, le abbasso i legging e le mutande, per poi guidare il mio cazzo sul suo ano, io appoggiato alla parete e lei in piedi davanti a me.

Nel momento in cui la mia cappella entra nel suo culo, mi sento quasi stritolare con piacere il cazzo, e le chiedo di muoversi più in fretta, per farlo scivolare in profondità in quel culetto caldo, e godere a non finire: lei mi soddisfa, e non perde tempo nel farsi trombare il culo con determinazione.

Prima di venire, però, lei mi chiede di scoparla in figa, perché non desidera altro: si piega un po’ in avanti, mi rivolge quel culo e quelle grandi labbra così irresistibili, e io la penetro, ma voglio che sia lei a muoversi, per regalarmi le sensazioni più intense che si possano provare.

Così non perde tempo e inizia a scoparmi con un ritmo sempre più serrato, finché a un certo punto, non riesco più a resistere e le vengo dentro, con lei che mi prega di fotterla ancora fino a farla venire: non smetto, e anzi, con il pollice le torturo il clitoride fino a farla sbavare dal godimento.

E quando viene, rilassandosi, mi chiede di sedermi, sempre lasciandole il cazzo dentro, perché vuole godere ancora: seduta sopra di me, prende di nuovo a scoparmi, e lo fa in profondità, come piace a lei, perché Alè è veramente una fighetta troia…

L’opinione di di Matteo:

“Alé é stata davvero irripetibile quella volta che me la sono scopata e se volete rivivere tutte le emozioni che ho provato io!”

Oltre a servire tra i tavoli, questa fighetta ha fatto anche un bel servizio a ‘sto furbetto, aiutandolo a scrivere uno dei più eccitanti racconti erotici tra quelli presenti nella nostra community: non lo pensate pure voi?

Alé la barista piena di gioia, di Matteo di Viterbo.

Prima edizione: gennaio 2015, by Atlantia Media.

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4 risposte a Alé, la barista piena di gioia

  1. Cazzoduro dice:

    Xkè non capitano pure a me queste botte di culo????

  2. Anonimo dice:

    Una barista puttanella così non l’ho mai vista…

  3. Anonimo dice:

    Puttanelle a tutto spiano che trombano nei bar!!!

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