Abbronzata e piena di desiderio

Abbronzata e piena di desiderio di sesso spinto

Le giornate in compagnia di quei tre miei amici di vecchia data, erano da sempre un momento perfetto per divertirsi e trovare sempre nuovi stimoli: ma quello che più mi piaceva, del tempo trascorso in compagnia di queste persone, era sicuramente la presenza della sorella di Luca, quella strafiga di Martina, che con quello sguardo pieno di vivacità e quel suo corpo davvero perfetto, mi spingevano a fantasticare tantissimo su di lei, e su quello che le avrei fatto se fossimi rimasti da soli.

In effetti, di questi miei pensieri segreti non è che ne parlassi tanto agli altri, perché temevo che qualcuno potesse andare a riferirli a Luca, e che poi, lui mi scassasse le palle con i suoi soliti discorsi: me ne stavo in loro compagnia e non perdevo mai un istante per ammirare il culo di quella strafiga di Martina, e tra di me, pensavo a come avrei tanto voluto trombarmela, fotterla senza pietà, scoparla come se fosse la mia puttana, pronta a soddisfare tutti i miei desideri, anche quelli più indicibili.

Il tempo trascorso in compagnia di questi amici, passava sempre troppo in fretta: a me piaceva stare con loro, ascoltare insieme le nostre canzoni preferite, cantare, e poi andare in giro in cerca di avventure emozionanti, passeggiare, studiare insieme le cose che non ci entravano in testa, per poi ritrovarsi a bere qualcosa, a raccontarci dei nostri sogni, senza troppe paranoie, come amici di vecchia data che non potevano immaginare di non avere un angelo custode per i segreti.

Poi quel venerdì pomeriggio, quando finalmente mi capitò l’occasione di incontrarmi soltanto con Martina, con la scusa di portare delle cose a casa loro da dare a Luca, le cose sono cambiate veramente alla grande, soprattutto, quando questa splendida figona si è lasciata andare con me, e mi ha mostrato quali fossero le sue reali passioni, i suoi desideri più reconditi, i suoi sogni erotici da realizzare con me, proprio lì nella sua camera da letto, alla faccia di tutti quanti.

Splendida e porca come mi immaginavo

I suoi genitori erano via per una breve vacanza, Luca era impegnato per il pomeriggio a scuola e, sua sorella Chiara, era invece via all’università: insomma, avevamo la casa tutta per noi, pensai io, e quando mi soffermai a parlare un po’ con Martina, mi accorsi che pure lei aveva bisogno di una tregua, dopo le ultime giornate di studio, e mi propose infatti di fare un bagno con lei in piscina, considerando il bel caldo e, ancora, il fatto che non avessimo altro da fare in quel pomeriggio.

Però prima di scendere in giardino per fare un bagno, mentre ci stavamo avviando, le toccai il culo con desiderio: Martina si voltò, ridendo, e dicendomi “dai, non vorrai mica trombarmi qui a casa mia? Pensa se ritornasse mio fratello e ci sgamasse insieme” e io le dissi “Marti, trombarti sarebbe davvero divino, non ti rendi conto di quanto sei figa e fai sognare, con quel bel culo e quello sguardo pieno di passione per la vita” e lei “dici sul serio?” e io “be’, che motivo avrei per mentire?”.

E lei continuò “be’, potresti volerti fare una trombata con me” e io “non perderei tempo e non userei queste parole, se di te me ne fregasse soltanto di trombarti e basta” e lei, con uno sguardo soddisfatto e compiaciuto, rivolse la sua attenzione su di me, dicendomi “allora lasciamoci andare, dai, facciamolo qui a casa mia” e poi, ci spostammo in giardino, proprio in piscina, che era abbastanza discosta per non essere in vista mentre ci stavamo denudando apparentemente per prendere il sole.

Quando si abbassò i pantaloni di lino, e quindi le mutande, vidi la sua figa pelosa e mi eccitai, lanciandomi immediatamente ai suoi piedi, per leccargliela “mmmmm, che bella figa pelosa, mmmmmmm che sogno” e Martina mi disse “dai, è tutta tua, adesso mi puoi fare quello che vuoi: la mia figa è tutta tua” e io mi lasciai andare, senza freni, perché quello che volevo era proprio farla godere, e poi, anche godere pure io, trombarmela divinamente come se fosse la mia gnocca personale.

Martina si eccitava e mi incitava tenendomi la testa “uuuuuhhhhh sìììììì leccamela, dai, ciucciamela tutta, voglio la tua lingua dentro di me, non farmi aspettare di più, voglio il tuo cazzo, voglio che mi trombiiiii” ed era ormai fuori di sé, per quanto era infoiata: non si conteneva, e anzi, mi spronava a darci dentro, e dopo che la sua figa era stata ben leccata, mi ha preso il cazzo in mano, e se l’è portato alla bocca “e ora fammi gustare il tuo uccello, lo voglio proprio tutto, non farmelo attendere.”

La sua lingua e le sue labbra calde e bagnate, erano proprio il posto ideale in cui volevo che la mia cappella si trovasse: ero bello gonfio di desiderio, non vedevo l’ora di farlo, e di lasciarmi finalmente andare alle sue voglie, a tutti i suoi desideri, che di lì a poco sarebbero infatti diventati irresistibili ai miei occhi. Con il cazzo bello duro e pieno di desiderio, le dissi “dai, scopami a novanta, se no, trombami sopra, voglio che mi trombi tu, che mi fai godere tu con il tuo modo unico di muoverti su di me.”

E lei mi disse “come vuoi, adesso mi faccio impalare dal tuo cazzo e me lo gusto tutto, e non mi fermo finché non sborri” e poi, si accomodò sulle mie gambe, facendosi scivolare su di me, finché sentì il cazzo dentro di lei e godette subito “oohhhh sìììì, che bello il cazzo, adoro questo cazzo, ce l’hai d’oro, dai, fammi godere….ohhhhhh sììììì, dentro tutto, mi piace, che sogno sentire il tuo uccello caldo dentro la mia figa, ohhhh, lo voglio tutto, ti prego, fammi venire così.”

Martina era eccitatissima, davvero era al settimo cielo, mentre mi trombava, e si muoveva piano piano, perché le piaceva tantissimo assaporare ogni millimetro della penetrazione “ohhhhh, mi piace, daiiii, scopami, ohhhhhhhhh che bello, finalmente mi trombi” e continuava far su e giù, mi trombava con desiderio e voglia, e eccitandosi senza freni “ohhhhh, che bello, ohhhhh godooo, ohhhhhh sìììììììììì, vengoooooooo, ohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh sììììììììììììììììììììììììììì.”

E così quella strafiga della sorella di Luca si lasciò andare, senza freni, mentre il mio cazzo dentro di lei mi stava facendo godere e non poco, finché le dissi “mi scopi con il tuo culo divino?” e lei “se non mi fa troppo male sì” e quindi si levò il cazzo dalla figa, si bagnò l’ano con la saliva, e poi, pian piano si sedette sul mio cazzo “ohhhh, godoooo Martiiiiii, ohhhhhhhhhhhh che bello, goooooodooooooooo, scopami così, ti preegooooo, ahhhhhhhh sììììììììììì” e la tenevo sui fianchi.

Martina mi scopò così per poco più di un minuto, e poi, mi fece venire dentro di lei, svuotandomi le palle di tutta la sborra che avevo in corpo: e quando si levò il cazzo dal culo, pian piano, la sbroda iniziò a colar fuori, con lei che si eccitava alla vista di tanto seme…

Con quell’abbronzatura e quella sua voglia di godimento, Martina non poteva certo che diventare subito l’amante perfetta, la tipa ideale per un racconto erotico così spinto.

Abbronzata e piena di desiderio, di Fred di Brescia

Prima edizione: Giugno 2016, by Atlantia Media.

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