brasiliana cazzo tra le tette

La mia collega ha un davanzale da paura

brasiliana cazzo tra le tetteLavoro oramai da diverso tempo in questo ufficio, anche se sono l’ultimo arrivato, e devo dirvi che qualche scrivania più in là della mia, c’è una splendida musa con un seno che ti lascia senza fiato. Le prime volte che l’ho notato portava sempre dei vestiti abbastanza scollati, perfetti per buttare l’occhio senza farla accorgere di nulla.

Una sera, però, a fine turno mi sono fatto coraggio e così le ho chiesto se volesse venire a mangiare una pizza insieme a me, visto che non avevo nessuno con cui andare e, anche lei come me, é single. Così, Rachele non si è fatta pregare ed anzi è venuta ben volentieri a mangiare insieme a me e prendere un aperitivo.

Quella sera indossava un semplicissimo abito nero che, però, la rendeva ancora di più attraente: la sua sottile silhouette era delineata completamente dalla stoffa e solo le sue poppe erano in mostra per metà. Che cosa avrei dato per aprile il davanzale lì per lì, ma certamente non potevo fare il primo passo subito alla prima serata, così dopo quelle piacevole ore trascorse insieme a lei, l’ho accompagnata a piedi a casa.

-Vuoi salire a bere qualcosa?

-Mah, sì, dai, perché no?!

Quindi entrammo in ascensore – abbastanza stretto – e senza che si alzasse un filo di voce da entrambi raggiungemmo subito il piano. Era abbastanza tardi, circa le 11:30, e quindi senza fare troppo rumore entrai nel suo appartamento seguendola passo dopo passo come fa un segugio con il suo padrone.

Rachele, quindi, mi offrì un bicchiere di birra e ci sedemmo sul divano a chiacchierare:

-Allora ti piace la città?

-Sì, non c’è male…devo conoscere ancora un po’ di gente, altrimenti sto sempre in casa la sera!

-Be, quando vuoi io ci sono!

E dicendo tutto ciò, nel frattempo, si sventolava con un ventaglio.

-Stasera fa veramente caldo. Ti dispiace se mi cambio? Faccio subito!

Così sparì velocemente in bagno, lasciando socchiusa la porta, in maniera tale che lo specchio potesse mostrarmi tutte le sue splendide forme. Tolto l’abito rimase in una succinta biancheria intima di colore anch’esso nero e poi, slaccio, velocemente anche il reggiseno, lasciando in bella vista due tette ancora splendidamente sode.

-Guarda che me ne sono accorta che stai guardando!

-Ma no, che dici? Sono sul divano!

-Ti vedo dallo specchio, così come vedi me…

Uscendo dal bagno con una semplice vestaglina di seta bianca, venne nuovamente a sedersi al mio fianco. Io nel frattempo, avevo terminato tutta la mia birra e, oramai, sentivo pure io un po’ di caldo, visto che era agosto.

-Senti, visto che mi piaci un po’, ti va se…

Ed allungando la mano verso il mio pacco Rachele mi fece capire che aveva voglia di scopare. Io, quindi, non mi feci sfuggire l’occasione e, dunque, le presi la mano dicendole che non vedevo l’ora che me lo chiedesse. Quindi, mi slaccio i pantaloni e, con estrema sensualità si mise in ginocchio tra le mie gambe per fare un pompino di quelli che mai mi sarei aspettato.

Le sue labbra carnose subito avvolsero velocemente la punta del mio pisello e, subito dopo, venni risucchiato nella sua bocca. La sua lingua si divertiva a giocare ed io sentivo il bisogno di indirizzarla per provare ancora di più piacere mentre me lo pompava. La donna, però, aveva capito che le sue tette sarebbero state altrettanto perfette per una spagnola, così me lo prese nel mezzo ed iniziò a farmi sognare. Le sue poppe erano straordinarie e più continuava a massaggiarmelo e più mi eccitavo; visto che però non volevo sborrarle subito, l’ho fatta fermare e mettere a gattoni sul divano.

Scostata la vestaglia di seta, davanti ai miei occhi avevo un fondoschiena altrettanto da urlo. Quelle forme non facevano altro che invogliarmi ancor di più a sbattermela e fu così che senza attendere troppo, presi il mio grosso cazzo e glielo puntai subito tutto dentro, facendola quasi saltare sul divano. A quel punto, dunque, andai pensate inizia a sbatterglielo così forte e tutto dentro che lei quasi subito iniziò ad ansimare e più continuava a mugugnare e più io me la sbattevo, mantenendo ben salde le mani su quei fianchi divini.

Oramai sentivo addirittura tutta la sua passera bollente e colante dal piacere, sapevo bene che il punto d’arrivo sarebbe arrivato da li a poco e, dunque, ho continuato nuovamente a dare altre 2-3 botte secche, così da farmelo masturbare tutto lungo l’asta, come se la sua figa fosse una bocca infuocata.

Alla quinta botta ben data oramai ero pronto a sgorgare il mio nettare e quindi tolsi subito il cazzo da dentro e le sborrai direttamente sul culo. Ero talmente eccitato che la mia sborra era stata davvero abbondante e, quella sera, non fu l’unica volta in cui mi divertii con lei!

Mattia se n’è approfittato per bene della sua collega: e non è mancata l’occasione di godere e scrivere un bel racconto erotico focoso.

La mia collega ha un davanzale da paura, di Mattia di Roma

Prima edizione: Settembre 2017, by Atlantia Media.

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