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Martina ciucciava e la voleva tutta in gola

martina-ciucciava-e-la-voleva-in-golaQuel sabato mattina stavo andando a fare la spesa, non è che avessi proprio tutta questa voglia di starmene a girare tra gli scaffali, e così quando dopo aver comprato due o tre cose in fretta mi sono ritrovato di fronte Martina, un po’ mi si è rallegrata la giornata.

Pure lei si trovava lì per comprare qualcosa da mangiare, perché quel sabato voleva andare a farsene un giro: e vederla già nei negozi alle otto e mezza, mi sembrava quanto meno una sorpresa magnifica, in grado di girare positivamente una giornata iniziata forse fin troppo presto per essere una vera e propria vacanza.

Lei aveva voglia di andare a passeggiare, però, nello stesso tempo non era completamente convinta della meta, e chiedendomi che cosa avessi in programma di fare per quella giornata, non si aspettava forse di sentirsi rispondere che non avevo alcun piano, pur essendo in giro di mattina presto.

Così le dissi che se avesse voluto fare una passeggiata in montagna, mi sarei aggregato sicuramente con lei, perché l’idea era davvero interessante: così mi disse di salire in macchina con lei, che saremmo passati prima da casa sua, perché doveva lasciare il resto della spesa e, se fosse stato necessario, sarebbe pure passata da me, in modo da lasciare anche le mie poche cose: ma io le dissi che, se non fosse stato un disturbo, le avrei lasciate direttamente da lei, così al ritorno le avrei potute riprendere, senza dover fare giri avanti e indietro.

Martina mi disse che non c’era proprio alcun disturbo in tutto ciò e, anzi, che alla fine sarebbe passata volentieri da casa, tanto ci saremmo poi allungati in auto per arrivare al punto della nostra passeggiata: alla fine, le dissi che per me era uguale, ma che per non scomodarla saremmo potuti andare direttamente in montagna, perché avrei lasciato da lei le cose, e così, alla fine mi fece lasciare sul tavolo della cucina quelle poche cose che avevo acquistato.

Poi, mi disse che si sarebbe cambiata velocemente, perché in effetti non era proprio abbigliata in modo ideale per andarsene a passeggiare tra i boschi, mentre io ero già pronto per andarmene a passeggio, essendo vestito in modo comodo e sportivo: e mentre la vedevo muoversi tra la camera da letto e il bagno, in un lampo, l’ho vista spostarsi senza mutande da una camera all’altra, con quel suo culo esplosivo e con la sua fighetta ben in vista, che mi ha subito fatto venire una voglia incredibile di saltarle addosso e di trombarla da dietro, prendendola come una vacca da montare.

Vedendola aggirarsi con dei pantaloni da yoga tra le mani, con una scusa, le ho chiesto se potessi andarmene al bagno per fare la pipì, incamminandomi apposta senza attendere la sua risposta, e mentre stavo raggiungendo la porta, ormai alla fine del corridoio, lei stava uscendo di nuovo senza mutande dalla stanza, e di colpo si è fermata di fronte a me, mentre i miei occhi sono scesi proprio su di lei, su quel bel pelo, e siamo rimasti entrambi senza parole, finché le ho detto “scusa Marti, devo andare un attimo al bagno” e lei mi ha risposto “aspetta un attimo…”

E senza pensarci due volte, mi ha abbassato i pantaloni della tuta, e poi, mi ha levato le scarpe, poi anche le mutande, e quindi anche la maglietta, mentre lei, per dare un tocco più hot alla scena, si è messa della calze eccitanti, e quindi, spingendomi sul letto ancora da rifare, mi ha detto “dai, adesso ti spompino io il cazzo, altroché farti andare nel mio cesso a segarti, magari spiando dal buco della serratura” e io le ho detto “dai Marti, fammi vedere quanto ti piace il cazzo in bocca, fammi assaporare le tue labbra, prenditelo tutto.”

E dopo averlo scappellato delicatamente, ha iniziato a leccarlo, per poi farselo scivolare tra le labbra bagnate, e ingoiarlo con la sua bocca golosa e vogliosa, alla ricerca del mio godimento, che nel frattempo era già parecchio: quella gnocca si divertiva a ciucciarlo con desiderio irrefrenabile, lo faceva entrare tutto in quella bocca calda, e ad ogni spinta verso il basso della sua testa sul mio uccello, mi sembrava di sentire un piacere ancor più intenso e profondo, uno stimolo in più a lasciarmi andare alla sua voglia di regalarmi un godimento senza pari.

La incitavo “oohhh siii, ciuccia Marti, ciucciaaaa, ahhhh” mentre lei ingoiava il mio cazzo come un aspirapolvere, e le piaceva da morire continuare a stimolarmi in quel modo, ciucciandolo rumorosamente, prendendolo tra le labbra, facendolo roteare tra la sua lingua e la bocca, che era sempre più calda e scendeva sempre di più sul mio cazzo, prendendolo tutto dentro fino alla gola, mentre rumorosamente lei continuava a divertirsi a ciucciarlo, con un’espressione divertita in bocca mentre la incitavo e la spingevo sempre più in giù.

Martina ciucciava, e succhiava e baciava il cazzo con una voglia sempre più intensa ed irresistibile, quasi come se sapeva che prima o poi sarei venuto nella sua bocca e, in effetti, sembrava che spingeva perché potessi sborrarle tra le labbra e riempirla del mio seme, quasi come se per lei fosse importantissimo assaporare la mia sborra: e tirandolo fuori dalla bocca per qualche istante, me lo disse proprio “devi venirmi in bocca e riempirmela tutta, voglio berla, dammela tutta la tua sborra, dai, dimmi che mi riempi tutta.”

E senza profferire parola la spinsi ancor più in giù, sentendo che era arrivata alla massima sopportazione, e che di lì a poco si sarebbe quasi strozzata con il mio uccello caldo e duro, ormai pronto ad esplodere: e in effetti, qualche istante dopo, i miei coglioni iniziarono a spruzzare fuori tutta la sborra che avevano dentro di loro, e finalmente, la sua bocca iniziò a riempirsi allegramente della mia caldissima spinta di vita, che finì anche per traboccare fuori dalle sue labbra, mentre con le dita la recuperava e se la metteva in bocca di nuovo, ingoiando tutto con gusto.

E quando la vidi fissarmi con quegli occhi da troia, seppi quanto Martina era una vera bocchinara divina, e non soltanto la sorella del mio migliore amico…

Martina ha proprio divertito per bene il suo trombamico Gabriel: e lui ha divertito a sua volta noi, con un bel racconto erotico pieno di dettagli da non perdere di vista.

Martina ciucciava e la voleva tutta in gola, di Gabriel di Varese

Prima edizione: Ottobre 2017, by Atlantia Media.

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